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24 - 27 febbraio 2011 

                  Le sorgenti del narrare                   

€ 230
Imparare a raccontare e a raccontarsi. Laboratorio di narrazione orale proposto da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni

Informazioni  Franco Lorenzoni: 339.5736449  cencincasalab@tiscali.it

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Le sorgenti del narrare

L’oralità e l’arte della narrazione orale
Imparare a raccontarsi e a raccontare

Una ricerca proposta da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni

Informazioni Franco Lorenzoni: 0744.980330 - 339.5736449 cencicasalab@tiscali.it

 

La prima fonte di ogni narrazione si trova, naturalmente, nella memoria di chi narra. Ma quale tipo di pratica, quale contesto, quali condizioni sono necessarie perché comincino ad emergere immagini, sensazioni e parole da quel continente, in gran parte sconosciuto a noi stessi, costituito dal nostro corpo-memoria?
L’intreccio tra l’esplorazione di un bosco nella notte e l’aggirarci nel groviglio dei nostri ricordi ci appare da tempo una interessante pista da indagare. C’è poi un altro aspetto che collega diverse pratiche ecologiche alla narrazione orale: la ricerca di qualità nell’ascolto di ciò che è altro da noi. Quando cerchiamo di raccontare un’esperienza vissuta da un altro siamo costretti a percorrere la difficile strada dell’immedesimazione. Strada che accompagna ogni tentativo di comprensione umana verso chi è diverso da noi. Ma per compiere questa sorta di manovra di avvicinamento ad un altro corpo e ad una memoria che ha altre esperienze alle spalle noi ricorriamo, per forza di cose, alle nostre esperienze, a ciò che abbiamo vissuto e che ci sembra in qualche modo somigli a ciò che ci è stato narrato e a cui desideriamo dare voce e corpo.
Quando cerchiamo di farci largo tra rami intricati o quando esploriamo il corso di un torrente ormai secco, così come quando proviamo a dare forma o ritrovare connessioni nel nostro osservare il cielo stellato, noi spesso procediamo per somiglianze, ritornando a gesti e forme impresse nel nostro corpo-memoria. Gesti e forme che spesso emergono al di là della nostra volontà.
Nel caso dei viaggi di esplorazione, come nel caso dell’esplorazione interiore, operiamo mettendo in atto procedimenti complessi, che interagiscono e mettono in relazione tra loro una grande quantità di elementi. Tempi lunghi, spazi molteplici e un po’ di silenzio creano condizioni che facilitano la disponibilità all’ascolto di noi stessi e degli altri.
Perché allora la scuola, che dovrebbe essere luogo di esplorazione e di ascolto per eccellenza, dà così poca importanza alle condizioni che possono aprire alla difficile convivenza umani e possono darci una mano nel riconoscere quanto la natura e il pianeta che abitiamo sia parte integrante del nostro corpo e del nostro vivere?

Il corso è organizzato in collaborazione con il MCE ed ha il riconoscimento ministeriale

Pagina Principale

presenta il libro

realizzato grazie al contributo del CRIDEA da GIUNTI editore

LA NAVE DI PENELOPE

Educazione, teatro, natura, ecologia sociale

60 interventi attorno al tema della conversione ecologica

"La nave evoca partenze e imprese di viaggio, chiama alla memoria Noè, gli argonauti, Odisseo. Nel mito omerico, tuttavia, una figura femminile fa da contrappunto alle fatiche del lunghissimo ritorno dell’eroe di Itaca: Penelope che attende, Penelope che tesse e disfa la tela allungando il tempo e tenendo viva la memoria. L’impresa di Odisseo è stata narrata, scritta e cantata in mille modi, fino a costituire una delle ossature portanti della nostra cultura e dell’idea occidentale del progresso. Ma, osservando i limiti drammatici di questo nostro modello, credo dovremmo guardare con più attenzione alla figura di Penelope.

Per abitare in modo meno distruttivo il pianeta che ci ospita e praticare la difficile arte della convivenza, infatti, i saperi di cui abbiamo bisogno probabilmente hanno più a che vedere con l’arte del tessere (e soprattutto del disfare ciò che di troppo si è tessuto) che con l’abitudine ad inventarsi e combattere ogni giorno nuovi mostri.

Abbiamo bisogno di nuove pratiche, di scoperte e di viaggi, certo, ma abbiamo bisogno ancor più di ritorni verso ciò che è più autentico ed essenziale. E in questo viaggio, che è insieme esterno ed interno, intimo e sociale, è di fondamentale importanza sapere attendere, darsi il tempo di ascoltare ed imparare ad intrecciare tra loro ricerche diverse. Immaginare un operare capace di arginare la distruttività è infatti impresa assai difficile, così come è difficile individuare rotte efficaci e praticabili verso una conversione ecologica che sentiamo sempre più necessaria."

Se volete ordinare La nave di Penelope,
telefonate al 339.5736449 o scrivete a cencicasalab@tiscali.it
vi spediremo il libro scontato a 15 euro (compresa spedizione)

La Nave di Penelope: educazione, teatro, natura, ecologia sociale.
20 anni di esperienze della Casa–Laboratorio di Cenci.
A cura di Amaranta Capelli e Franco Lorenzoni
(GIUNTI-CRIDEA, Firenze, agosto 2002, pp.430, Euro16)

INDICE

Presentazione
Maria Rita Lorenzetti

Citazioni iniziali
Anna Maria Ortese- Non creare è morire
Alexander Langer- Caro San Cristoforo

Introduzione
Franco Lorenzoni- Ospitalità, memoria e riconoscenza

1. Teatro nella natura e teatro come ricerca antropologica: ricerche artistiche e sfide culturali

1.1 Sista Bramini La vocazione teatrale del paesaggio
1.2 Enrique Vargas Poetica dei sensi e memoria del corpo
1.3 Peter Kammerer La natura, gli artefatti e la nudità di San Francesco
1.4 Leszek Kolankievitz L’ecologia del teatro e la memoria degli avi
1.5 Ewa Benesz Il vuoto fertile. Sul parateatro
1.6 Jairo Cuesta In cammino con Grotowski
1.7 Abani Biswas Tra due continenti
1.8 Tapa Sudana Un teatro capace di leggere la volontà della natura
1.9 Piergiorgio Giacchè Lo spettatore del teatro e il pubblico del rito
1.10 Jerzy Grotowski Una lettera inedita su problemi educativi
1.11 Anna Maria Matricardi Piccole provocazioni su teatro ed educazione

2. La musica e il canto come incontro di pluralità e come luogo di memoria collettiva

2.1 Nora Giacobini La dimensione nascosta del canto degli uccelli
2.2 Germana Giannini Le tante verità della voce
2.3 Francesca Ferri Digiunare divorare. Il canto tradizionale come luogo necessario
2.4 Luciano Bosi La percussione come possibile approccio verso ogni cultura
2.5 Enrico Noviello Piccolo breviario del canto tradizionale orale
2.6 Rita Montinaro Ascoltare per cantare

3. Il corpo e il cosmo. Pratiche educative per ricercare una connessione con il cielo e con la terra che vi è immersa

3.1 Nicoletta Lanciano Tempi e spazi per una relazione con il cielo
3.2 Teodora Tomassetti Fare Astronomia nelle scuole
3.3 Marina Tutino Con desiderio di aria e di sole
3.4 Leonarda Fucili Il senso del costruire nei laboratori di astronomia
3.5 Luigina Mortari Aver cura della terra, sotto il cielo
3.6 Emma Castelnuovo Aprire lo sguardo attraverso la matematica
3.7 Jean Sauvy Al di là delle parole

4. L’incontro tra le culture come possibilità di ripensare il nostro rapporto con il pianeta

4.1 Maria Llimpe La narrazione orale come possibilità di incontro tra culture
4.2 Afshin Firozi La memoria: una chiave da portare in tasca
4.3 Franco Lorenzoni L’impossibile eppur necessaria sfida dell’immedesimazione
4.4 Alessandro Portelli Dove il racconto prende significato
4.5 Marina Spadaro E’ possibile conciliare la bellezza con la mancanza di buon ordine?
4.6 Vilson Groth Dal bosco alla città, dalla città al bosco.

5. Conversione ecologica e differenza di genere. Il pensiero delle donne per contrastare le monoculture della mente

5.1 Vita Cosentino La relazione come alternativa al regime simbolico occidentale
5.2 Giannina Longobardi Cenni ad una epistemologia sessuata
5.3 Maria Teresa Roda L’ecologia di un pensiero sessuato
5.4 Sara Lutterotti, Anna Tocci Barbara Romano Dalla quotidianità al centro della ricerca educativa

6. Il corpo e il testo. Oralita’ e letteratura cosa offrono all’ecologia?

6.1 Guido Armellini La letteratura, zona franca per le emozioni
6.2 Giovanna La Maestra Oralità come ritmo, scrittura come mappa
6.3 Margherita Vagaggini Narrare per capire
6.4 Stefania Cornacchia Immaginare mondi possibili
6.5 Maria Mazzei L’inno a Demetra ai quartieri spagnoli

7. Associazioni, istituzioni e formazione: proposte e problemi aperti

7.1 Carmela Lo Giudice Sergi, Prometeo irresistibilmente scatenato
7.2 Giorgio Testa Rappezzatori, integratori, assistenti. Quale ruolo per gli operatori sociali?
7.3 Maria Frangioni Relazionalità, flessibilità, appartenenza
7.4 Antonio Bossi Per una educazione totale all’ambiente
7.5 Claudio Tosi Corpo, persona, sensibilità e umiltà
7.6 Rachele Furfaro Napoli: esperienze educative nella città
7.7 Michela Mayer La qualità di un processo di formazione
7.8 Vittorio Cogliati Dezza Molecolarizzazione della società e bisogno di formazione
7.9 Francesco Scalco Nuovi mestieri per la cultura
7.10 Ivano Gamelli Corpo e parola nell’azione ecologica dell’educare

8. Educazione ambientale ed ecologia sociale

8.1 Wolfgang Sachs Per una riduzione dei consumi
8.2 Oreste Brondo Scoperte inaspettate a Palermo
8.3 Arturo Montrone L’esperienza di Ercolano
8.4 Luca Mingarelli Terapia come rispetto con sollecitudine
8.5 Mariella Morbidelli Fare della Terra un giardino dove vivere in armonia con la natura…
8.6 Enrico Euli L’esperienza estetica del ritrovare connessioni
8.7 Roberto Papetti La vastità e il mistero ch’è sotto il tavolo della nostra stanza

9. L’elefante, l’albero e il flauto

9.1 Asan Kudamalor Nair Da bambino seguivo sempre l’elefante
9.2 Rena Mirecka Lettera a un albero
9.3 Nora Giacobini Quasi una poesia

 

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