scusateci, ma non siamo ancora bravi a
fare funzionare bene questa pagina,
dunque potete telefonarci e vi daremo le informazioni che vi mancano
Franco 339.5736449 - Roberta 338.4696119
la nostra mail è cambiata: ora è cencicasalab@gmail.com
Laboratori per adulti
31 luglio – 4 agosto 2011
Campo di
lavoro per Cenci
Cinaque giorni di lavoro in comune per la
manutenzione della casa e dei luoghi che la circondano
Cenci offre ospitalità in cambio di lavoro da
svolgere insieme con tranquillità (è necessario prenotare).
Ai ragazzi con età inferiore ai 18 anni
chiediamo un contributo per il cibo di €. 50
_______________________________________________________
venerdì 23 e sabato 24 settembre 2011
Laboratori e scambi
di esperienze a partire dai
10 punti sulla convivenza
interetnica di Alexander
Langer
per la costruzione di materiali
educativi interculturali
(vedi programma più in basso)
_______________________________________________________
5 -
16
agosto 2011
Incontro
con l'India
La ricerca delle sorgenti
€ 600 (€.500 sconto per studenti e
professionisti del teatro)
Suonatori BAUL, danzatori CHHAU e maestri d'arti marziali KALARI PAYATTU. 19
artisti propongono le loro pratiche in un seminario diretto da
Informazioni Abani o Eleonora 06.6386131
E-mail: milonmela@sify.com;
proietti@ipi.it
_______________________________________________________
23 - 27
agosto 2011
Aperture
Disabilità e integrazione nei
contesti educativi
€ 260
Laboratori, esperienze nella natura e
osservazioni del cielo aperte a ragazzi disabili, insegnanti, operatori ed
adulti interessati a sperimentare e cercare di aprirci un poco di più.
Dal pomeriggio del 23 alla mattina del 27 agosto. Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
_________________________________________________________________________________________________
9 - 11 settembre 2011
L'officina matematica di Emma Castelnuovo
La misura, le misure
In occasione del compleanno del metro, che questa estate compie in Italia 150 anni, dedichiamo l'Officina al tema del misurare.
€
130
Laboratori operativi per la costruzione di strumenti didattici
rivolto ad insegnanti di scuola elementare e media
Informazioni
2 - 6 gennaio 2011
Nell’atto
del creare. Le pratiche originarie dell’attore
Una proposta di Ewa Benesz
€ 320
L’atto del creare
avvicina alla ‘realtà mitica’
della vita. Svela un’altra dimensione dell’ ‘io’
ed un’altra dimensione del
‘tu’. Nell’attenzione risvegliata e nella contemplazione
nulla è indifferente.
Sono in unione. La mente
dimentica se stessa.
Informazioni
______________________________________________________________________________________________
23 - 26 febbraio 2012
€
230
Imparare a raccontare e a raccontarsi. Laboratorio di narrazione orale proposto
da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni
Informazioni
_______________________________________________________________________________________
27 - 29 gennaio 2012
Ascolto, scrittura, narrazione. Testo e
contesto
€. 180
Un laboratorio rivolto in
particolare a insegnanti e operatori che lavorano con stranieri adulti e
bambini.
A partire da una proposta di ascolto,
scrittura e narrazione orale ci proponiamo di esplorare un testo, ragionando su
ciò che sta alla base della motivazione
alla lettura e alla scrittura.
Una
proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 339.5736449
cencincasalab@tiscali.it
____________________________________________________________________________________
giugno
2012
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
laboratorio di
Ecologia teatrale
proposto
da Jairo Cuesta e Jim Slowiak
pratiche attoriali di performance ecology
€
330
L’attore colombiano
Jairo
Cuesta, assistente e collaboratori di Jerzy Grotowski nel periodo
Informazioni
______________________
Proposte di campi scuola
____________________________________________________________________________________
Tra cielo e terra
campi scuola per classi di ogni
età
€
I campi scuola
residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni, che
Organizzazione Roberta Passoni 3384696119 cencicasalab@gmail.com
PER ULTERIORI INFORMAZIONI LEGGI IN ALTRA PARTE DEL SITO
venerdì 23 e sabato 24 settembre 2011
Laboratori e scambi di
esperienze a partire dai
10 punti sulla convivenza
interetnica di Alexander
Langer
per la costruzione di materiali
educativi interculturali
Le giornate si terranno presso la casa-laboratorio di Cenci, ad Amelia in
Umbria
dalla sera di giovedì 22 alla mattina di domenica 25 settembre 2011
vitto, alloggio e partecipazione ai laboratori €. 90
A 50 anni dalla prima marcia per la pace Perugia-Assisi, promossa da
Aldo Capitini nel 1961, cinque associazioni che in ambiti e modi diversi si
occupano di formazione interculturale desiderano mettere a confronto le
loro metodologie proponendo diversi laboratori a partire da un testo
particolarmente attuale e lungimirante: i 10 punti per la convivenza interetnica
di Alexander Langer
Le giornate partono dall’esigenza di confrontarsi e di costruire strumenti,
percorsi e materiali di lavoro per l’educazione alla convivenza.
Sono rivolte a educatori, insegnanti, mediatori e operatori sociali.
Programma:
giovedì 22 settembre
arrivo, cena, accoglienza nella natura e attorno al fuoco a cura della
casa-laboratorio di Cenci
venerdì 23 settembre
mattina, pomeriggio e sera dedicati ai laboratori operativi proposti dalle 5
organizzazioni promotrici
sabato 24 settembre
mattina: confronto tra i percorsi dei diversi laboratori
pomeriggio: alcune esperienze di uso didattico di testi di Alexander Langer
intervento di Piergiorgio Giacchè su Capitini educatore oggi
sera: Gli Snicci e la battaglia del burro, ovvero quanti stupidi motivi ci
sono al mondo per farsi la guerra,
spettacolo teatrale da un testo del Dott. Seuss dei bambini di 3° e 5° della
scuola elementare di Giove
domenica 25 settembre
partenza per Perugia (per chi desidera partecipare alla marcia per la pace)
Il costo, che comprende vitto e alloggio presso la casa-laboratorio di
Cenci e la partecipazione ai laboratori è di €.90
E’ necessario prenotare chiamando il 339.5736449 o scrivendo a
cencicasalab@gmail.com, per
confermare la prenotazione è necessario inviare un vaglia di €.30 a Franco
Lorenzoni, strada di Luchiano 10, 05022 Amelia (Terni)
Le giornate sono proposte da Scuola di Formazione Interculturale (SIF) del
Movimento di Cooperazione Educativa,
Asinitas, Movimento Nonviolento, Fondazione Alexander Langer Siftung, Cenci
casa-laboratorio
L’oralità e
l’arte della narrazione orale
Imparare a raccontarsi e a raccontare
Una ricerca proposta da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 0744.980330 - 339.5736449 cencicasalab@tiscali.it
La prima fonte di ogni narrazione si
trova, naturalmente, nella memoria di chi narra. Ma quale tipo di pratica,
quale contesto, quali condizioni sono necessarie perché comincino ad emergere immagini,
sensazioni e parole da quel continente, in gran parte sconosciuto a noi stessi,
costituito dal nostro corpo-memoria?
L’intreccio tra l’esplorazione di un bosco nella notte e
l’aggirarci nel groviglio dei nostri ricordi ci appare da tempo una interessante
pista da indagare. C’è poi un altro aspetto che collega diverse pratiche
ecologiche alla narrazione orale: la ricerca di qualità
nell’ascolto di ciò che è altro da noi. Quando cerchiamo di raccontare
un’esperienza vissuta da un altro siamo costretti a percorrere la
difficile strada dell’immedesimazione. Strada che accompagna ogni
tentativo di comprensione umana verso chi è diverso da noi. Ma per compiere
questa sorta di manovra di avvicinamento ad un altro corpo e ad una
memoria che ha altre esperienze alle spalle noi ricorriamo, per forza di cose,
alle nostre esperienze, a ciò che abbiamo vissuto e che ci sembra in qualche
modo somigli a ciò che ci è stato narrato e a cui desideriamo dare voce e
corpo.
Quando cerchiamo di farci largo tra rami intricati o quando esploriamo il corso
di un torrente ormai secco, così come quando proviamo a dare forma o ritrovare
connessioni nel nostro osservare il cielo stellato, noi spesso procediamo per
somiglianze, ritornando a gesti e forme impresse nel nostro corpo-memoria.
Gesti e forme che spesso emergono al di là della nostra volontà.
Nel caso dei viaggi di esplorazione, come nel caso dell’esplorazione
interiore, operiamo mettendo in atto procedimenti complessi, che interagiscono
e mettono in relazione tra loro una grande quantità di elementi. Tempi lunghi,
spazi molteplici e un po’ di silenzio creano condizioni che facilitano la
disponibilità all’ascolto di noi stessi e degli altri.
Perché allora la scuola, che dovrebbe essere luogo di esplorazione e di ascolto
per eccellenza, dà così poca importanza alle condizioni che possono aprire alla
difficile convivenza umani e possono darci una mano nel riconoscere quanto la
natura e il pianeta che abitiamo sia parte integrante del nostro corpo e del
nostro vivere?
Il corso è organizzato in collaborazione con il MCE ed ha il riconoscimento ministeriale
Ascolto, narrazione, testo e contesto
Un laboratorio rivolto in particolare a insegnanti e operatori che lavorano con stranieri adulti e bambini.
A partire da una proposta di ascolto e narrazione orale ci proponiamo di esplorare un testo ragionando su ciò che sta alla base della motivazione alla lettura e alla scrittura.
Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 339.5736449
cencincasalab@tiscali.it
La proposta parte da una esperienza educativa realizzata da Roberta Passoni.
A partire da lettere ricevute da Budapest, ragazze e ragazzi incontrano i protagonisti de “I ragazzi della via Pal”. Sull’onda delle suggestioni portate dal testo e da questa corrispondenza tra giovani lettori e personaggi nascono esplorazioni, esperienze e ragionamenti, che portano all’elaborazione di racconti e di testi che affrontano temi chiave della crescita e delle relazioni reciproche.
Quello che ci proponiamo è di sperimentare e ragionare attorno a un metodo che intreccia narrazione orale e lettura di testi letterari come momenti di incontro con se stessi e con gli altri, come possibilità di indagare ciò che sta all’origine della lettura e della scrittura.
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
pratiche attoriali di performance ecology
Laboratorio proposto da Jairo Cuesta
“Qualcosa ti stimola e tu reagisci: questo è il segreto totale. Gli stimoli, gli impulsi, le reazioni” - dice Grotowski.
Jairo Cuesta e James Slowiak hanno scoperto che le difficoltà che l’attore affronta stanno in primo luogo nel non essere ricettivi agli stimoli; secondo, nel caso l’attore riesce a far si che qualcosa lo stimoli, rapidamente il suo corpo interrompe la sequenza del flusso degli impulsi; terzo, se gli impulsi appaiono, l’attore non sa come canalizzare questi impulsi in forme precise, stabilendo un contatto con gli altri attori.
Performance Ecology è un campo di ricerca condotto da Jairo Cuesta e James Slowiak che indaga l'interdipendenza di una varietà di stimoli a disposizione l'attore. Cuesta e Slowiak hanno organizzato gli aspetti delle loro rispettive ricerche in un flusso di dettagliate esercitazioni (individuali e collettive): canzoni, danze, testi, e lavoro creativo, che servirà a recuperare le forze vitali del performer e la capacità di contatto di ciascuno.
Performance Ecology è una struttura sperimentale che serve a sviluppare risorse nell'attore fisico, emotivo e immaginativo. I membri del New World Performance Lab conducono i partecipanti attraverso il programma intensivo di cinque giorni nel tentativo di ritrovare la voglia di agire. Come il partecipante lotta per ricordare, rivelare, realizzare e creare, egli si batte per la padronanza del corpo e della voce. La vitalità é lo scopo. I partecipanti si esprimono secondo modelli vocali e di movimento la cui tensione, composizione, energia porta a scoprire un’unica e selvaggia potenza e precisione. Performance Ecology mira a liberare l'energia in sospeso e gli impulsi creativi del partecipante / esecutore in solitudine o in compagnia, con lo spazio e con il partner.
Le sessioni di lavoro residenziali in Performance Ecology sono progettati attorno ai rudimenti della performance e ad elementi riguardanti la condizione umana e il rapporto con il mondo fisico.
Performance Ecology
è una proposta creativa che comporta la formazione di elementi di base del
mestiere di attore: esercizi fisici, voce, lavoro sull’attenzione, la
percezione, la precisione; vedere, ascoltare; il montaggio delle azioni fisiche.
Il lavoro con le canzoni dalla cultura Shaker e di altre tradizioni; esercizi di
coordinamento di singole azioni, improvvisazione strutturata, drammaturgia,
montaggio, e la messa a punto di strumenti che spesso culmina nella riproduzione
del suono e che prevede la possibilità, per ciascun partecipante, di esercitare
la dinamica delle prestazioni.
Performance Ecology non è solo un seminario, è una performance che
incoraggia il compito di creare cultura con le proprie mani. Cuesta e Slowiak
hanno uno stile che costruisce comunità e compassione, che permettono ai
partecipanti di esplorare la propria individualità, la creatività e dignità
culturale.
Jairo Cuesta, attore e regista colombiano, è stato assistente e collaboratore di Jerzy Grotowski nel periodo del Teatro delle sorgenti. Da 20 anni, Jairo Cuesta et James Slowiak conducono la loro ricerca nel New World Performance Lab in Akron, Ohio.
Informazioni
con i 14 artisti e maestri di Milòn Mèla:
Danzatori Chhau (Purulia), Musicisti Baul (West
Bengal), Maestri dell’arte marziale Kalaripayattu (Kerala),
Danzatori Gotipua (Orissa). Direzione Abani Biswas.
Abani fu uno dei principali componenti del Teatro delle sorgenti (1979 – 1983) che Jerzy Grotowski diresse in India, in Polonia ed in Italia.
La collaborazione con maestri di antiche discipline performative e la creazione nel 1990, del centro di lavoro “Theatre House” a Santiniketan (Bengala), hanno dato luogo alla creazione di Milòn Mèla.
Il metodo di lavoro che proponiamo si rivolge all’esperienza del Teatro delle Sorgenti e alle tecniche di rappresentazione di antiche discipline dell’India. Il silenzio, l’osservazione, le azioni fisiche sono state la chiave di ricerca per stabilire un incontro tra rituale e contemporaneità.
Nei laboratori c’è una parte molto vicina al “fenomeno teatrale” che si esplica nella collaborazione con gli artisti tradizionali di Milòn Mèla; un’altra - forse la più vasta - si occupa di tecniche (tecniche di movimento, di attenzione, di concentrazione) che riguardano il “fenomeno umano” nella sua interezza. I laboratori possono essere un momento di confronto, di “challenge”, di sfida, ed hanno l’intenzione di dare una spinta creativa e positiva verso l’agire, verso il migliorare ciò che non ci soddisfa e che sentiamo come mancanza. Riuscire a realizzare “qualcosa” che non si trova nella vita di tutti i giorni è un’esperienza fondamentale per l’essere umano. Altro obbiettivo fondamentale è l’offrire la possibilità di strutturare un proprio training personale di alto livello professionale. I laboratori si rivolgono agli studenti ed ai professionisti di arti performative. Per la partecipazione non si richiedono esperienze o conoscenze specifiche se non una buona attitudine a un lavoro molto energetico. I ritmi sono intensi. Il laboratorio non intende insegnare agli artisti contemporanei discipline provenienti da altre culture ma avviare in ogni individuo un processo creativo e fornire un avanzato training di preparazione professionale. L’obiettivo è di elaborare delle tecniche che al di là delle differenze culturali, siano in grado di decondizionarci dal contesto attuale in cui viviamo.
Abani racconta: “La partecipazione al Teatro delle Sorgenti mi ha permesso di entrare in un processo che coinvolge l’essere umano nella sua totalità (corpo – emozioni – mente) e che contemporaneamente lo pone di fronte al mondo e quindi al problema dell’agire, dell’essere attivo nella propria vita personale ed in un contesto ben determinato: quello della cultura, dell’arte e del teatro”.
Le tecniche delle origini sono sia drammatiche che ecologiche:
· sono drammatiche perché su di esse si fondano le più antiche arti performative, per esempio sono “Azioni”, talvolta molto elementari, un particolare modi di camminare, un ciclo di movimenti, vibrazioni sonore che hanno la capacità di agire sul sistema psicofisico individuale; si tratta inoltre di tecniche attive e non contemplative.
· sono ecologiche, perché situano sempre l’uomo di fronte alle forze della natura ed alla “propria” natura.
Il rispetto del silenzio è la condizione più importante per il lavoro e la concentrazione. Mantenere il silenzio rappresenta una dieta per la mente, un digiuno verbale che purifica e disintossica dall’eccesso d’informazione e dagli automatismi. Tramite il silenzio, si rispetta l’altra persona prima di coinvolgerla.
Si praticano le forme di base delle arti Kalaripayattu, Chhau e Gotipua, si dà voce ad antichi testi sacri (mantra) e canti tradizionali.
Si effettua un’immersione nell’interpretazione viva di poemi epici:
i danzatori Chhau presentano coreografie dai Purana e dal Mahabharata, i danzatori Gotipua presentano il Ramayana e il Krishna-Lila. I musicisti Baul cantano i versi dei poeti mistici medievali, i maestri Kalaripayttu si esibiscono in combattimenti con i bastoni e nella danza del fuoco.
Le sessioni del workshop sono finalizzate a fornire ai partecipanti sia competenze tecniche che esperienza creativa.
I partecipanti, acquisendo le competenze tecniche, imparano che tipo di utilizzo ne possono fare, come strumenti per migliorare la qualità della voce, i movimenti, la prontezza. Lo sviluppo di una metodologia pratica riesce a coinvolgere persone provenienti da culture e tradizioni diverse, partendo dalle più antiche fino a quelle contemporanee.
Il lavoro si svolge sia in sala, che all’aria aperta, nella natura.
Le azioni
I canti dell ’alba con i musicist i Baul . Un ritmo per iniziare in modo semplice e naturale un nuovo giorno. Un lavoro sull ’ascolto, sulla voce e sull ’effetto delle vibrazioni sonore prodotte da antichi canti sul nos tro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni.
I Movimenti. Una azione collettiva messa a punto da Grotowski durante il Teatro delle Sorgenti che consiste in una serie di posizioni - stiramento del la spina dorsale in direzione dei quattro punti cardinali, dello Zenit e del Nadir. Verso le di rezioni si è soli e nello s tesso tempo tutti insieme: ciò permette di lavorare in modo preciso per trovare infine un ritmo comune.
Parlare con i l corpo. L’indicazione è cercare un proprio movimento, facendo attenzione allo spazio degl i altri e seguendo i l ritmo e le immagini interne ed esterne. All ’inizio l ’azione è in silenzio, poi si inserisce la musica di alcuni maestri tradizionali. Questa azione tende a mostrare quanto i limiti del corpo siano in gran parte mentali: alla f ine si è meno stanchi che all ’inizio.
I l Kalaripayattu. Con due maestri di questa arte marziale. Si lavora sulle “Forme di Saluto”.
L’intento è di sviluppare la capacità del nostro processo di apprendimento e di ri svegliare la “memoria del corpo”.
La respirazione. Questa tecnica è stata elaborata da Abani durante i l Teatro delle Sorgenti ed è incentrata sull’ osservazione del respiro. Una parte si svolge nella immobilità del corpo. Partendo dal respiro, che è strettamente legato al nostro corpo, l ’osservazione passa alla sfera mentale, favorendo delle scoperte.
La Danza Chhau. Con due maestri di Chhau, si lavora sulle posizioni, sui passi, sulle coreografie, guidati dal ritmo di un tamburo. Si cerca di sviluppare la capacità energetica individuale e di aiutare a superare i limiti della stanchezza fisica.
La Camminata. E’ una azione all ’aperto in fila indiana : l ’attenzione è centrata sul ritmo dei passi e canalizza la naturale fluidità del movimento nella direzione di marcia.
Il Marma. Questa azione è stata elaborata da Abani in collaborazione con tutti gli artisti di Mi lòn Mèla. Si lavora con la voce e con dei movimenti che si indirizzano ad alcuni “centri vitali” del nostro corpo.
Turning. Si fa durante i l passaggio dal giorno alla notte: si tratta di sperimentare questo passaggio usando tecniche di movimento molto semplici. Si inizia con la luce e si finisce con il buio. L’azione si trasforma in un lavoro sul lo spazio e sul tempo, sulla percezione e sull ’osservazione.
La l ingua Madre. Un’altra parte del laboratorio è dedicata alla preparazione e alla presentazione di una piccola “piece” teatrale “La Lingua Madre” con gli artisti tradizionali ed i partecipanti. La lingua Madre è un monologo, un canto nella propri lingua. E’ la proposta di presentare se stessi, il sé rischiarato. Inizialmente ognuno è solo di fronte alla propria candela e agli altri. Fino a quando il colore e la luce delle proprie parole si fondono con quelle di tutti in una sincronia di combinazioni sempre nuove.
Quando:
Alla Casa Laboratorio di Cenci
Amelia (Umbria)
Il costo di dieci giorni, comprensivo di cibo e
alloggio è di 600 Euro, 500 per gli studenti.
Il 5 Agosto alle ore 12.30 il nostro mini bus aspetterà i partecipanti alla Stazione Ferroviaria di Orte.
La sera del 15 agosto il laboratorio si conclude con lo spettacolo di Milòn Mèla, aperto al pubblico.
Si può partire la mattina del 16 agosto
Per informazioni e prenotazioni
Eleonora Caturegli +39 339 6967 996
Livia Porzio +39 347 9351 229
http://digilander.libero.it/milonmela
5 danzatori Chhau
3 musicisti Baul
3 danzatori Gotipua
2 maestri dell’arte marziale Kalaripayattu (Kerala)
2 attori
direzione Abani Biswas.
Si praticano azioni guidate dai maestri tradizionali e coreografie di antiche danze Chhau e Gotipua, le Forme di Saluto del Kalaripayattu e antichi canti tradizionali:
Altre azioni sono basate su tecniche di movimento, di voce, di attenzione, concentrazione e respirazione e permettono un’esperienza “meditativa attiva”.
La musica e la voce sono sempre presenti ed aiutano l’azione fisica.
Una sorgente, una spinta per migliorare ciò che non ci soddisfa e che sentiamo come mancanza; un’ esperienza in grado di decondizionarci dal contesto in cui viviamo e di fornirci risorse creative.
Si lavora in sala e all’aperto, nella natura.
L’attività si basa su tecniche tradizionali trasmesse da antiche discipline dell’India e tecniche innovative legate all’esperienza del Teatro delle Sorgenti, diretto da Jerzy Grotowski, a cui Abani Biswas collaborò dal 1979 al 1983.
Il 15 Agosto, conclude il laboratorio lo spettacolo di Milòn Mèla aperto al pubblico
Praticando le strutture vocali del antico canto vibratorio sperimentiamo qualcosa che la memoria e la percezione hanno dimenticato: uno stato di essere fuori del caos.
EWA BENESZ
LE PRATICHE VOCALI
Esiste una eredità di millenni in cui si credeva che il suono e la parola fossero il principio primordiale all’origine di ogni cosa, all’origine dell’uomo stesso; che il suono fosse una fonte creatrice della materia e che la voce umana stessa potesse avere una forza creatrice.
Le pratiche vocali sorprendono per la semplicità e per il rigore estremo cui costringono l’attenzione di chi canta. Non e`solo un esercizio vocale. Un canto non è un prolungamento del pensiero con la voce alta, ne` la volontà di cercare un’espressione. E’ la sonorità della respirazione, la risonanza del suono nel corpo e nello spazio.
La voce è incarnata in me. Provo a ritrovare la sorgente della voce e liberare la respirazione sonora. Provo a riconoscere i posti della risonanza nel corpo. Provo ad imparare che cosa mi aiuta e che cosa disturba nel ritrovare la sonorità della voce dentro me e intorno di me, nello spazio. Finché divento un strumento vivo che genera il suono. Finché divento il suono. Sento la vibrazione della respirazione e ho la consapevolezza dello spazio. Vedo e...sento lo spazio.
Il canto unisce un essere umano con lo spazio. Sento il silenzio e vigilo nel canto, riposo nel canto. Sono io che canto o qualcosa canta in me? Qualcosa di ancestrale che vive nel profondo di me si risveglia e canta. Sono testimone.
IL CANTO E`
UN’AZIONE. Le tecniche vocali articolano un processo della
vita.
Riducono alla espressione elementare, alla verità, e succede che posso
ritrovare
una forza attiva del canto: la fiducia.
Il canto unisce un essere con altro essere umano. Improvvisiamo. Proviamo creare nell’ azione un canto nuovo.
Ewa Benesz
LE PRATICHE VOCALI provengono dalle antiche tradizioni dell’Oriente, del Tibet, dell’India, della Mongolia e del Giappone; dalla ricerca antropologica sul canto sciamanico e dall’esperienza del Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski in Polonia, Wroclaw.
CASA LABORATORIO DI CENCI Dal martedì 19 agosto, ore 18.00 al sabato 23 agosto di sera.
www.prospettiva.it/cenci; Franco Lorenzoni – cencicasalab@tiscali.it; Ewa Benesz – evabenesz@yahoo.it
EWA BENESZ, attrice polacca, laureata
in Lettere all’Universita`
di Lublino e diplomata in Arte Drammatica
a Varsavia. Ha lavorato nell’Instytut Aktora-Teatr Laboratorium diretto
da Jerzy Grotowski in Polonia.Nel’70 ha fondato assieme a tre colleghi
della Scuola d’Arte Dramatica di Varsavia lo Studio Teatrale.Negli anni
`75-
Dall`82 al `96 ha collaborato con Rena Mirecka nei proggetti parateatrali:’ Be here now...Towards’, ‘The way to the centre’ e ‘Now it`s the Flight’ realizzati in paesi dell’Europa, in America e in Israele.
Dal`97 conduce esperienze parateatrali: ‘ESSERE’, ‘VERSO L’ORIGINE’ , ‘LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE’, ‘LE PRATICHE VOCALI’ che si svolgono in varie citta` e luoghi d’Europa. Collabora con l’Universita` degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, degli Studi di Catania,e Ca` Foscari di Venezia. Vive in una casa tra le montagne in Sardegna dove sta svilupando una ricerca pratica ispirata agli antichi testi sanscriti dei Veda.
Aperture
Disabilità
ed integrazione nei contesti educativi.
Laboratori ed esperienze nella natura aperte a ragazzi disabili, insegnanti, operatori e adulti interessati per sperimentare e cercare di aprirci un poco di più.
Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Quando parliamo di difficoltà non intendiamo solo quelle che riguardano in modo specifico le disabilità, ma anche le grandi e piccole fragilità che ciascuno di noi si porta dentro.
In questa proposta, che ha al centro l’apertura all’ascolto, cerchiamo di dare a tutti l’opportunità di scoprire che l’aiuto ci può arrivare anche da chi non ce l’aspettiamo. E che questo può essere facilitato dal vivere insieme e dal condividere esperienze.
Il nostro intento sta, infatti, nel proporre attività che rimescolino le carte e mettano in gioco i ruoli di tutti, perché ciascuno può trovarsi nella condizione di sostenere o di avere bisogno di essere sostenuto.
Ognuno di noi ha accumulato nella vita molte idee precostituite e molti “pregiudizi” verso gli altri, sia positivi che negativi. Il problema è riuscire e continuare a stupirci nell’incontro con l’altro, sciogliendo alcune nostre rigidità
IL SENSO DELLA PROPOSTA
Questa modalità di lavoro cerca un rimescolamento dei ruoli perché, forse, chi ha bisogno di sostegno in certi momenti è sostenuto gli altri.
“Ieri una insegnante della scuola elementare -racconta Roberta, madre di un ragazzo Down- mi ha fermata e mi ha detto che mio figlio, quando danza, è veramente bravo. Mi ha colpito la parola “veramente”, perché in genere, quando si parla delle capacità dei nostri figli, c’è spesso un giudizio paternalistico, che valuta l’abilità in base alle sue possibilità.”
Ciò che vorremmo approfondire è quel “veramente bravo”, cioè il campo, l’azione, l’attività in cui ciascuno di noi, disabile o no, riesce veramente bene, anche a prescindere dal suo punto di partenza. Imparare a vedere ed aiutare a scoprire le attività in cui ciascuno può dare il meglio di sé ci sembra particolarmente importante se si vuole approfondire una ricerca sulla qualità del contesto educativo, che è creato dagli spazi, dai tempi e dalle persone che vi operano.
Sappiamo bene che il lavoro degli insegnanti e degli operatori si fonda, innanzi tutto, sulla persona che opera, dunque sulla memoria e sulle esperienze vissute da ciascuno che partono, necessariamente, dal proprio carattere, dalla propria passione e dai talenti che si è in grado di mettere in gioco nella relazione educativa con i ragazzi.
Se dunque il corpo-memoria è il principale strumento di lavoro, sia per gli insegnanti e gli operatori che per i ragazzi, è importante che vi siano momenti in cui è possibile approfondire la propria ricerca individuale e di gruppo.
LE ATTIVITA’ DEL LABORATORIO
L’esperienza ruota attorno a un tema che il gruppo conoscerà all’arrivo. I laboratori ruoteranno attorno a questo tema, offrendo materiali vari da manipolare o utilizzare a fini espressivi. Attraverso vari linguaggi (canto, racconto, composizioni plastiche, costruzioni...) il gruppo costruirà il suo percorso di avvicinamento al tema proposto.
Le giornate prevedono attività e proposte educative nelle mattine, nei pomeriggi e nelle serate, a cura degli operatori della casa-laboratorio. Le attività si svolgeranno in parte in piccoli gruppi, in parte tutti insieme, al chiuso e all’aperto.
Ci saranno mansioni affidate a piccoli gruppi perché il vivere insieme comporta la responsabilità e la partecipazione di tutti alla gestione della casa e dei suoi spazi.
Ci saranno esplorazioni degli spazi naturali che circondano la casa-laboratorio ed attività di laboratorio realizzate in piccoli gruppi.
Ragazzi e adulti saranno condotti a compiere un viaggio di conoscenza le cui tappe, pur pensate e programmate, si adatteranno al gruppo, alle possibilità dei singoli e alle variazioni atmosferiche.
la casa-laboratorio di cenci (ad Amelia) propone la
Officina matematica
di Emma Castelnuovo
da venerdì 9 a domenica 11 settembre 2010
La misura, le misure
_________________________________________________________________________________________
Il 28 luglio il metro compie in Italia 150 anni. E’ dall’estate 1861, infatti, che il nostro paese ha adottato il sistema metrico decimale, proposto da un gruppo di scienziati in seguito alla rivoluzione francese. Vogliamo festeggiare il compleanno del metro dedicando l’Officina matematica di quest’anno al tema delle misure.
tre giorni di laboratori di matematica
con Antonella Castellini, Lucia Fazzino, Rosa Santori, Carla Degli Esposti, Paola Gori, Nicoletta Lanciano, Rita Montinaro
_________________________________________________________________________________________
Emma Castelnuovo ha innovato profondamente la didattica della matematica ed è nota a livello internazionale per le sue ricerche e le sue numerose pubblicazioni. Nel 2006 è stata chiamata ad inaugurare a Roma il primo Festival Internazionale di Matematica.
Da 9 anni l’officina matematica propone ad insegnanti di ogni ordine di scuola laboratori e conferenze per incontrare Emma Castelnuovo e il suo metodo. Nel 2008, per le edizioni la meridiana, è uscito il libro “L’officina matematica”, che raccoglie le sue lezioni di Cenci. _________________________________________________________________________________________
Sabato 10 settembre, ore 17
Una storia lunga un metro
Tutte le misure hanno una storia e hanno a che vedere con la democrazia
conferenza aperta a tutti di Enzo Ferrara
proiezione del video Misurare il tempo guardando un mappamondo di Franco Lorenzoni
e discussione con Emma Castelnuovo
Enzo Ferrara è ricercatore presso l’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino.
Si occupa di educazione scientifica collaborando con l'Istituto di Ricerca Interdisciplinare per la Sostenibilità (IRIS) di Torino e con le riviste “Lo straniero”, “Una città” e “Gli asini”.
_________________________________________________________________________________________
Il seminario inizia venerdì 9 settembre 2011 alle ore 17
e termina domenica 11 dopo il pranzo
Per informazioni e prenotazioni Franco Lorenzoni o Roberta Passoni:339.5736449 338.4696119 cencicasalab@tiscali.it www.cencicasalab.it/cenci
Il seminario inizia venerdì 9 settembre 2011 alle ore 17
e termina domenica 11 dopo il pranzo
Il costo di partecipazione ai laboratori è di €.50,
per chi vuole anche soggiornare il costo comprensivo di vitto e alloggio presso la casa-laboratorio di Cenci, è di €. 130.
La prenotazione va fatta telefonicamente o per e-mail e poi confermata con l’invio
di un anticipo di €.50 a Franco Lorenzoni
tramite
vaglia postale, strada di Luchiano 10 05022
AMELIA (Terni)
La conferenza è aperta a tutti.
Per informazioni e prenotazioni
Franco
Lorenzoni o Roberta Passoni:339.5736449 338.4696119
cencicasalab@gmail.com
www.cencicasalab.it/cenci
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
pratiche attoriali di performance ecology
Laboratorio proposto da Jairo Cuesta
€ 320
“Qualcosa ti stimola e tu reagisci: questo è il segreto totale. Gli stimoli, gli impulsi, le reazioni” - dice Grotowski.
Jairo Cuesta e James Slowiak hanno scoperto che le difficoltà che l’attore affronta stanno in primo luogo nel non essere ricettivi agli stimoli; secondo, nel caso l’attore riesce a far si che qualcosa lo stimoli, rapidamente il suo corpo interrompe la sequenza del flusso degli impulsi; terzo, se gli impulsi appaiono, l’attore non sa come canalizzare questi impulsi in forme precise, stabilendo un contatto con gli altri attori.
Performance Ecology è un campo di ricerca condotto da Jairo Cuesta e James Slowiak che indaga l'interdipendenza di una varietà di stimoli a disposizione l'attore. Cuesta e Slowiak hanno organizzato gli aspetti delle loro rispettive ricerche in un flusso di dettagliate esercitazioni (individuali e collettive): canzoni, danze, testi, e lavoro creativo, che servirà a recuperare le forze vitali del performer e la capacità di contatto di ciascuno.
Performance Ecology è una struttura sperimentale che serve a sviluppare risorse nell'attore fisico, emotivo e immaginativo. I membri del New World Performance Lab conducono i partecipanti attraverso il programma intensivo di cinque giorni nel tentativo di ritrovare la voglia di agire. Come il partecipante lotta per ricordare, rivelare, realizzare e creare, egli si batte per la padronanza del corpo e della voce. La vitalità é lo scopo. I partecipanti si esprimono secondo modelli vocali e di movimento la cui tensione, composizione, energia porta a scoprire un’unica e selvaggia potenza e precisione. Performance Ecology mira a liberare l'energia in sospeso e gli impulsi creativi del partecipante / esecutore in solitudine o in compagnia, con lo spazio e con il partner.
Le sessioni di lavoro residenziali in Performance Ecology sono progettati attorno ai rudimenti della performance e ad elementi riguardanti la condizione umana e il rapporto con il mondo fisico.
Performance
Ecology
è una proposta creativa che comporta la formazione di elementi di base del
mestiere di attore: esercizi fisici, voce, lavoro sull’attenzione, la
percezione, la precisione; vedere, ascoltare; il montaggio delle azioni
fisiche. Il lavoro con le canzoni dalla cultura Shaker e di altre
tradizioni; esercizi di coordinamento di singole azioni, improvvisazione
strutturata, drammaturgia, montaggio, e la messa a punto di strumenti che
spesso culmina nella riproduzione del suono e che prevede la possibilità,
per ciascun partecipante, di esercitare la dinamica delle prestazioni.
Performance Ecology non è solo un seminario, è una performance che
incoraggia il compito di creare cultura con le proprie mani. Cuesta e
Slowiak hanno uno stile che costruisce comunità e compassione, che
permettono ai partecipanti di esplorare la propria individualità, la
creatività e dignità culturale.
Jairo Cuesta, attore e regista colombiano, è stato assistente e collaboratore di Jerzy Grotowski nel periodo del Teatro delle sorgenti. Da 20 anni Jairo Cuesta conduce insieme a James Slowiak una ricerca nel New World Performance Lab in Akron, Ohio.
_________________________________
______________________
Proposte di campi scuola
____________________________________________________________________________________
Tra cielo e terra
campi scuola per classi di ogni età
€ 49 a testa per ogni giornata
I campi scuola residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni, che la Casa-laboratorio di Cenci propone alle scuole di ogni grado, offrono dei percorsi di apertura delle nostre sensibilità, nella ricerca di un rapporto diretto con gli elementi del nostro pianeta.
Organizzazione Roberta Passoni 3384696119 cencicasalab@tiscali.i
per classi di ogni età
Tra cielo e terra
associazione educativa, culturale ed artistica
strada di Luchiano 13, 05022 Amelia (Terni)Tel.0744.980330 – E-mail: cencicasalab@tiscali.it
Esperienze residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni
I TEMI DEI NOSTRI CAMPI SCUOLA
I campi scuola che
Alla base della ricerca c'è il tentativo di scoprire delle risonanze tra il corpo e il cosmo. Attraverso pratiche percettive, azioni legate al movimento, esplorazioni e costruzioni con materiali naturali, indaghiamo le possibili corrispondenze che ci legano al cielo, al paesaggio, alla notte, al vento, al bosco e alle dimensioni mitiche che racconti di diverse culture evocano in noi.
Praticare tutto ciò in campagna, lontano dal traffico e dalla televisione, con il tempo scandito unicamente dai movimenti dei corpi celesti, può creare una circolarità di comunicazione e una condivisione di esperienze che stimola e rafforza il gruppo classe, attenuando stereotipi e pregiudizi reciproci.
Le attività svolte in piccoli gruppi offrono a ciascuno la libertà di ascoltare, nel silenzio, il paesaggio e gli elementi e i viventi che lo abitano, cioè il grande mondo degli esseri che circonda la nostra vita, a cui raramente prestiamo ascolto. L’esperienza, avendo un forte impatto emotivo in chi vi partecipa, può essere base di partenza o momento di approfondimento per un percorso di conoscenza della natura e del cosmo, da continuare nel tempo lungo della scuola.
I campi scuola sono proposti da operatori di Cenci e della Compagnia del Pino che, in collaborazione con Margherita Vagaggini, ha messo a punto un progetto aperto anche alle scuole dell’infanzia
Per affrontare gli squilibri ecologici che minacciano il nostro pianeta c’è bisogno di ricostruire una relazione di fratellanza con gli elementi del cosmo. Ma per ritrovare una parentela con la terra, il vento, il bosco, la luna, l’acqua e il cielo stellato bisogna compiere un viaggio di ricerca dentro di noi che ci consenta di aprire occhi ed orecchie e di allargare il nostro sentire. Le porte della percezione, infatti, sono ostruite fin dalla più tenera età da una relazione con il mondo che passa prevalentemente attraverso canali tecnologici.
Nella proposta educativa di Cenci al centro c’è il corpo di bambine e bambini, di ragazze e ragazzi che sono chiamati ad incontrare gli elementi del paesaggio naturale a partire da azioni semplici e concrete.
Camminare, danzare, aprire un nuovo sentiero nel bosco e percorrere il greto di un torrente, così come seguire il sorgere e calare degli astri, porta ciascuno di noi ad aprirsi e a scoprire energie e capacità nascoste.
Il secondo aspetto della proposta educativa di Cenci riguarda il rapporto con noi stessi e l’apertura che riusciamo ad avere con gli altri. Ricercare un ritmo, cantare insieme, costruire un oggetto o prendersi cura di un luogo sono attività espressive che richiedono tempo, attenzione, presenza e ascolto. Anche vivere insieme condividendo il sonno e il cibo con gli altri porta a nuove emozioni e scoperte, rivelando aspetti e qualità nascoste del nostro carattere.
Tutto ciò costituisce una enorme ricchezza per la nostra ricerca. Una critica radicale del nostro stile di vita, fondato su sprechi e abusi che mettono sempre più in crisi gli equilibri del pianeta e favoriscono il crescere delle disuguaglianze nel mondo, si può costruire, secondo noi, solo dialogando ed ascoltando con attenzione i diversi punti di vista che provengono da diverse culture, diverse esperienze, diverse sensibilità.
Durata
La durata del campi scuola è, generalmente, di 5 giorni. Ci possono essere anche campi di due, tre o quattro giornate.
Tempi
Da settembre a giugno
Operatori
Costi
Il costo, che comprende il vitto, l’alloggio e le attività educative è di €. 48,00 al giorno (iva inclusa). Per ogni 10 bambini c’è una gratuità per gli insegnanti accompagnatori.
Per informazioni contattare Roberta Passoni 338.4696119; 0744.980330
cencicasalab@tiscali.it
ALCUNE PROPOSTE PER I CAMPI SCUOLA CHE SI TENGONO A CENCI
Quest’anno la casa-laboratorio offre le seguenti proposte educative:
Il paesaggio come calligrafia dell’acqua e dell’aria che di-segnano la terra.
Il paesaggio come stratificazione di storie nella geografia.
Il paesaggio ispiratore d’arte e di poesia.
Il paesaggio come cornice da cui guardare il cielo.
L’acqua e l’aria come elementi alla base della vita e come “disegnatrici del paesaggio”. Come accorgersi della loro natura e delle loro qualità. Come risparmiare l’acqua e prendersi cura dell’aria.
L’energia sostenibile. La casa ha un laghetto dove si raccoglie l’acqua piovana che viene tenuta in circolo e ossigenata da un impianto ad energia solare. L’acqua che si usa è riscaldata da pannelli solari e la ristrutturazione della casa è stata realizzata con materiali naturali e improntata al gusto della sobrietà.
Partendo da questi temi, i percorsi educativi che proponiamo nascono da una riscoperta delle energie sopite del corpo e mettono in evidenza come sia impossibile prenderci cura di noi stessi senza prenderci cura del pianeta che abitiamo.
L’ORGANIZZAZIONE
Le classi dei bambini e ragazzi che arrivano a Cenci sono accolte dai nostri animatori che saranno almeno uno ogni dieci partecipanti. Gli animatori sono a disposizione degli insegnanti anche nella fase di programmazione del progetto. Gli insegnanti che accompagnano il gruppo sono invitati a partecipare a tutte le attività proposte ai ragazzi, avendo la possibilità di osservare il gruppo classe da una altro punto di vista.
Chi arriva a Cenci per tutto il tempo del soggiorno starà lontano da strade, macchine, televisione e videogiochi e percorrerà lo spazio solo a piedi. Per aiutarci in questo ci togliamo gli orologi e ci concediamo un uso limitato dei telefonini, solo alle ore dei pasti.
Cenci offre ospitalità in cambio di lavoro per la manutenzione della
casa-laboratorio e degli spazi circostanti.
I ragazzi con meno di 18
anni devono dare un contributo di € 50 per contribuire alle spese
Informazioni:
0744.980330 - 339.5736449 (Franco) 3384696119
(Roberta)
EWA BENESZ
NELL’ATTO DI CREARE
LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE
Cerco la verità su me stessa. Cerco la verità negli altri.
Voglio salvare dentro di me qualcosa di profondo.
Provo creare le condizioni che permettono di scoprire lo sconosciuto che e` in me.
L’attore può riscoprire e riconoscere se stesso nell’agire.
Lavoro sulle pratiche originarie dell’attore – azioni, danze rituali e ritmi,canti e tecniche del canto vibratorio,
tecniche dei movimenti e di rilassamento – che abbiamo ereditato dalle più antiche tradizioni e che evocano
qualcosa che la memoria e la percezione hanno dimenticato, risvegliano la sensibilità, la vitalità, insegnano a vedere e a sentire,
ascoltare. Riducono alla espressione elementare, alla verità.
L’atto di creare avvicina alla ‘realtà mitica’ della vita. Svela un’altra dimensione
dell’ ‘io’ ed un’altra dimensione del ‘tu’. Nell’attenzione risvegliata e nella contemplazione nulla è indifferente. Sono in unione.
La mente dimentica se stessa.
Preparo il corpo. Imparo ad eliminare le tensioni e ritrovare la organicità;
il corpo diviene pronto ad agire.
Preparo la voce. Studio la risonanza e la vibrazione della espirazione sonora,
per diventare la sorgente del suono, per diventare il suono.
La verità non è definibile. Posso solo creare le condizioni che permettono di liberarla, di svelarla. Perchè quando accade tocco la libertà e il rinnovamento,
riposo nell’ azione.
Questo è un teatro in statu nascendi. Non ci sono spettatori.
Ewa Benesz
Dal 2 di gennaio ore 18.00 al 6 gennaio ore 16.00. Laboratorio residenziale.
Ewa Benesz
tel. 339 2273126 – 368 684180 –
evabenesz@yahoo.it
www.prospettiva.it/cenci mail:
cencicasalab@tiscali.it
EWA BENESZ, attrice polacca, laureata in Lettere
all’Universita`
di Lublino e diplomata in Arte
Drammatica a Varsavia. Ha lavorato nell’Instytut Aktora-Teatr
Laboratorium diretto da Jerzy Grotowski in Polonia.Nel’70 ha fondato
assieme a tre colleghi della Scuola d’Arte Dramatica di Varsavia lo
Studio Teatrale.Negli anni `75-
Dall`82 al `96 ha collaborato con Rena Mirecka nei proggetti parateatrali:’Be here now...Towards’, ‘The way to the centre’ e ‘Now it`s the Flight’ realizzati in paesi dell’Europa, in America e in Israele.
Dal`97 conduce esperienze parateatrali: ‘ESSERE’, ‘VERSO L’ORIGINE’ , ‘LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE’, ‘LE PRATICHE VOCALI’ che si svolgono in varie citta` e luoghi d’Europa. Collabora con l’Universita` degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, degli Studi di Catania,e Ca` Foscari di Venezia, di M.Curie Sklodowska in Lublino, Polonia.
Vive in una casa tra le montagne in Sardegna dove sta svilupando una ricerca pratica ispirata agli antichi testi sanscriti dei Veda.
L’esperienza si sviluppa attraverso l’incontro di un gruppo di persone che, per motivi artistici, professionali e personali, sentono l’esigenza di acuire la sensibilita` e sperimentare nuove possibilita` di crescita` umana ed espressiva. Cio` avviene tramite azioni e tecniche che possono condurre ad un processo organico e spontaneo. Le radici storiche di questa ricerca sono nel grande Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski, ma nel senso mito-antropologico le origini risalgono alla notte dei tempi, quando i limiti tra rito, arte e teatro non erano ancora stati sanciti...
Pier Pietro Brunelli
Occorre portare i vestiti comodi per il movimento, una cintura per lo stretching,
le una sciarpa per coprire la testa e le spalle, le donne una gonna lunga e larga.
Per chi suona uno strumento musicale.
________________________________________________________________________
|
|
|
Aggiornamenti programma:
www.cencicasalab.it/cenci |