scusateci, ma non siamo ancora bravi a
fare funzionare bene questa pagina,
dunque potete telefonarci e vi daremo le informazioni che vi mancano
Franco 339.5736449 - Roberta 338.4696119 - Lucio 338.3295467
la nostra mail è cambiata: ora è cencicasalab@gmail.com
LABORATORI PER ADULTI
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3 - 5 febbraio 2012
Ascolto, scrittura, narrazione. Testo e
contesto
€. 180
Un laboratorio rivolto in
particolare a insegnanti e operatori che lavorano con stranieri adulti e
bambini.
A partire da una proposta di ascolto,
scrittura e narrazione orale ci proponiamo di esplorare un testo, ragionando su
ciò che sta alla base della motivazione
alla lettura e alla scrittura.
Una
proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 339.5736449
cencincasalab@gmail.com
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23 - 26 febbraio 2012
€
230
Imparare a raccontare e a raccontarsi. Laboratorio di narrazione orale proposto
da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni
Informazioni
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8 - 14 giugno
2012
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
laboratorio di
Ecologia teatrale
proposto
da Jairo Cuesta e Jim Slowiak
pratiche attoriali di performance ecology
€ 430
L’attore colombiano
Jairo Cuesta e
il
regista nordamericano
Jim Slowiak,
assistenti e
collaboratori di Jerzy Grotowski nel periodo del Teatro delle Sorgenti
e di Obiective drama,
da oltre
20 anni conducono
una ricerca sul teatro che parte dal corpo e dalla voce nel New World
Performance Lab
Informazioni
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15, 16, 17 giugno 2012
SORGENTI E
TORRENTI
30 anni dopo il passaggio di Jerzy Grotowski e del Teatro delle sorgenti a
Cenci, protagonisti e ospiti di quella esperienza si confrontano sui percorsi
seguiti e presentano alcune loro ricerche e lavori realizzati in campo teatrale
e in campo educativo.
All’incontro, che stiamo cominciando a preparare, hanno aderito finora: Abani Biswas e gli artisti indiani del gruppo Milon Mela, Jairo Cuesta e Jim Slowiak, Ewa Benesz, Sista Bramini e Francesca Ferri di O Thiasos-TeatroNatura
Si prega chiunque è interessato a
partecipare di prenotarsi con una mail perché il numero dei posti sarà limitato.
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6
-
16 agosto 2012
Incontro
con l'India
Milòn Mèla La ricerca delle sorgenti
€ 600 (€.500 sconto per studenti e
professionisti del teatro)
2 musicisti BAUL, 4 danzatori CHHAU, 2 danzatori Gotipua,
2 maestri d'arti marziali KALARI PAYATTU, 1 maestro di Hatha Yoga, 1 attore
musicista. 12
artisti propongono le loro pratiche in un seminario diretto da
Informazioni
Chiara Tabaroni 349.2826958
milonmelaindia@gmail.com
http://digilander.libero.it/milonmela
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25 - 29
agosto 2012
Aperture
Disabilità e integrazione nei
contesti educativi
€ 260
Laboratori, esperienze nella natura e
osservazioni del cielo aperte a ragazzi disabili, insegnanti, operatori ed
adulti interessati a sperimentare e cercare di aprirci un poco di più.
Dal pomeriggio del 23 alla mattina del 27 agosto. Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
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7 - 9 settembre 2012
L'officina matematica di Emma Castelnuovo
€
130
Laboratori operativi per la costruzione di strumenti didattici
rivolto ad insegnanti di scuola elementare e media
Informazioni
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estate 2012 (date da
definire)
Campo di lavoro per Cenci
5 giorni di lavoro in comune per la manutenzione
della casa e dei luoghi che la circondano.
Cenci offre ospitalità in cambio di lavoro da svolgere insieme con tranquillità.
E’ necessario prenotare.
Ai ragazzi di età inferiore ai 18 anni chiediamo un contributo per il cibo di €. 50ri operativi per la costruzione di strumenti didattici.
2 - 6 gennaio 2013
Nell’atto
del creare. Le pratiche originarie dell’attore
Una proposta di Ewa Benesz
€ 320
L’atto del creare
avvicina alla ‘realtà mitica’
della vita. Svela un’altra dimensione dell’ ‘io’
ed un’altra dimensione del
‘tu’. Nell’attenzione risvegliata e nella contemplazione
nulla è indifferente.
Sono in unione. La mente
dimentica se stessa.
Informazioni
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ATTIVITA’ RIVOLTE A BAMBINI E RAGAZZI
primavera e autunno 2012
campi
scuola
Tra cielo e terra
Attività
residenziali per classi di ogni età
€ 49 a testa per ogni giornata
I campi scuola
residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni,
che la Casa-laboratorio di Cenci propone alle scuole di ogni grado, offrono dei
percorsi di apertura delle nostre sensibilità, nella ricerca di un rapporto
diretto con gli elementi del nostro pianeta.
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Proposte di campi scuola
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Tra cielo e terra
campi scuola per classi di ogni
età
€
I campi scuola
residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni, che
Organizzazione Roberta Passoni 3384696119 cencicasalab@gmail.com
PER ULTERIORI INFORMAZIONI LEGGI IN ALTRA PARTE DEL SITO
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1 - 8 luglio 2012
Il
villaggio educativo
7
giorni e 7 notti tra cielo e terra
per partecipanti dai 7 ai 70 anni
€ 390
All'origine di questa proposta c'è l'ipotesi che adulti, adolescenti, bambini ed
anziani possano incontrarsi, intrecciando memorie, esperienze, competenze e
linguaggi differenti. Che tutto ciò costituisca una ricchezza. La comunicazione
e la condivisione di esperienze tra partecipanti di diverse età ha evocato in
qualcuno l'idea del villaggio. Un villaggio educativo dove forse qualcuno
imparerà dalla notte, dal vento, dal bosco o dalle stelle. Qualcuno da un
bambino o da un anziano, qualcuno da se stesso, ritrovando la libertà di
ascoltare nel silenzio il grande mondo degli esseri in cui noi viviamo.
Informazioni Franco 339.5736449
Roberta
338.4696119 cencicasalab@gmail.com
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10 - 16 luglio 2012
Campo estivo nella natura
Albe
d’oro, lune d’argento
per bambini e ragazzi
dai 7 ai 14 anni
proposto
da Cenci e dalla cooperativa sociale Cipss
€
390
Noi giochiamo da quando ci svegliamo fino al cadere del giorno. Noi giochiamo con le albe d’oro,
noi giochiamo con la luna d’argento. (R.Tagore)
Comunicare, esplorare, costruire, sperimentare, conoscere, partecipare. Bambini e ragazzi condividono con gli animatori regole e modalità dello stare insieme. Attraverso il gruppo la nostra offerta di espressione e di gioco diventa patrimonio vivo, esperienza, conoscenza e memoria di un’estate. Saranno proposti laboratori manuali ed espressivi (pittura, ceramica, fotografia…), attività ludico-motorie, giochi, escursioni, osservazioni notturne del cielo e narrazioni di miti.
Informazioni Franco 339.5736449
Roberta 338.4696119 cencicasalab@gmail.com
L’oralità e
l’arte della narrazione orale
Imparare a raccontarsi e a raccontare
Una ricerca proposta da Franco Lorenzoni e Roberta Passoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 0744.980330 - 339.5736449 cencicasalab@tiscali.it
La prima fonte di ogni narrazione si
trova, naturalmente, nella memoria di chi narra. Ma quale tipo di pratica,
quale contesto, quali condizioni sono necessarie perché comincino ad emergere immagini,
sensazioni e parole da quel continente, in gran parte sconosciuto a noi stessi,
costituito dal nostro corpo-memoria?
L’intreccio tra l’esplorazione di un bosco nella notte e
l’aggirarci nel groviglio dei nostri ricordi ci appare da tempo una interessante
pista da indagare. C’è poi un altro aspetto che collega diverse pratiche
ecologiche alla narrazione orale: la ricerca di qualità
nell’ascolto di ciò che è altro da noi. Quando cerchiamo di raccontare
un’esperienza vissuta da un altro siamo costretti a percorrere la
difficile strada dell’immedesimazione. Strada che accompagna ogni
tentativo di comprensione umana verso chi è diverso da noi. Ma per compiere
questa sorta di manovra di avvicinamento ad un altro corpo e ad una
memoria che ha altre esperienze alle spalle noi ricorriamo, per forza di cose,
alle nostre esperienze, a ciò che abbiamo vissuto e che ci sembra in qualche
modo somigli a ciò che ci è stato narrato e a cui desideriamo dare voce e
corpo.
Quando cerchiamo di farci largo tra rami intricati o quando esploriamo il corso
di un torrente ormai secco, così come quando proviamo a dare forma o ritrovare
connessioni nel nostro osservare il cielo stellato, noi spesso procediamo per
somiglianze, ritornando a gesti e forme impresse nel nostro corpo-memoria.
Gesti e forme che spesso emergono al di là della nostra volontà.
Nel caso dei viaggi di esplorazione, come nel caso dell’esplorazione
interiore, operiamo mettendo in atto procedimenti complessi, che interagiscono
e mettono in relazione tra loro una grande quantità di elementi. Tempi lunghi,
spazi molteplici e un po’ di silenzio creano condizioni che facilitano la
disponibilità all’ascolto di noi stessi e degli altri.
Perché allora la scuola, che dovrebbe essere luogo di esplorazione e di ascolto
per eccellenza, dà così poca importanza alle condizioni che possono aprire alla
difficile convivenza umani e possono darci una mano nel riconoscere quanto la
natura e il pianeta che abitiamo sia parte integrante del nostro corpo e del
nostro vivere?
Il corso è organizzato in collaborazione con il MCE ed ha il riconoscimento ministeriale
Ascolto, narrazione, testo e contesto
Un laboratorio rivolto in particolare a insegnanti e operatori che lavorano con stranieri adulti e bambini.
A partire da una proposta di ascolto e narrazione orale ci proponiamo di esplorare un testo ragionando su ciò che sta alla base della motivazione alla lettura e alla scrittura.
Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Informazioni Franco Lorenzoni: 339.5736449
cencincasalab@tiscali.it
La proposta parte da una esperienza educativa realizzata da Roberta Passoni.
A partire da lettere ricevute da Budapest, ragazze e ragazzi incontrano i protagonisti de “I ragazzi della via Pal”. Sull’onda delle suggestioni portate dal testo e da questa corrispondenza tra giovani lettori e personaggi nascono esplorazioni, esperienze e ragionamenti, che portano all’elaborazione di racconti e di testi che affrontano temi chiave della crescita e delle relazioni reciproche.
Quello che ci proponiamo è di sperimentare e ragionare attorno a un metodo che intreccia narrazione orale e lettura di testi letterari come momenti di incontro con se stessi e con gli altri, come possibilità di indagare ciò che sta all’origine della lettura e della scrittura.
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
pratiche attoriali di performance ecology
Laboratorio proposto da Jairo Cuesta e Jim Slowiak
“Qualcosa ti stimola e tu reagisci: questo è il segreto totale. Gli stimoli, gli impulsi, le reazioni” - dice Grotowski.
Jairo Cuesta e James Slowiak hanno scoperto che le difficoltà che l’attore affronta stanno in primo luogo nel non essere ricettivi agli stimoli; secondo, nel caso l’attore riesce a far si che qualcosa lo stimoli, rapidamente il suo corpo interrompe la sequenza del flusso degli impulsi; terzo, se gli impulsi appaiono, l’attore non sa come canalizzare questi impulsi in forme precise, stabilendo un contatto con gli altri attori.
Performance Ecology è un campo di ricerca condotto da Jairo Cuesta e James Slowiak che indaga l'interdipendenza di una varietà di stimoli a disposizione l'attore. Cuesta e Slowiak hanno organizzato gli aspetti delle loro rispettive ricerche in un flusso di dettagliate esercitazioni (individuali e collettive): canzoni, danze, testi, e lavoro creativo, che servirà a recuperare le forze vitali del performer e la capacità di contatto di ciascuno.
Performance Ecology è una struttura sperimentale che serve a sviluppare risorse nell'attore fisico, emotivo e immaginativo. I membri del New World Performance Lab conducono i partecipanti attraverso il programma intensivo di cinque giorni nel tentativo di ritrovare la voglia di agire. Come il partecipante lotta per ricordare, rivelare, realizzare e creare, egli si batte per la padronanza del corpo e della voce. La vitalità é lo scopo. I partecipanti si esprimono secondo modelli vocali e di movimento la cui tensione, composizione, energia porta a scoprire un’unica e selvaggia potenza e precisione. Performance Ecology mira a liberare l'energia in sospeso e gli impulsi creativi del partecipante / esecutore in solitudine o in compagnia, con lo spazio e con il partner.
Le sessioni di lavoro residenziali in Performance Ecology sono progettati attorno ai rudimenti della performance e ad elementi riguardanti la condizione umana e il rapporto con il mondo fisico.
Performance Ecology
è una proposta creativa che comporta la formazione di elementi di base del
mestiere di attore: esercizi fisici, voce, lavoro sull’attenzione, la
percezione, la precisione; vedere, ascoltare; il montaggio delle azioni fisiche.
Il lavoro con le canzoni dalla cultura Shaker e di altre tradizioni; esercizi di
coordinamento di singole azioni, improvvisazione strutturata, drammaturgia,
montaggio, e la messa a punto di strumenti che spesso culmina nella riproduzione
del suono e che prevede la possibilità, per ciascun partecipante, di esercitare
la dinamica delle prestazioni.
Performance Ecology non è solo un seminario, è una performance che
incoraggia il compito di creare cultura con le proprie mani. Cuesta e Slowiak
hanno uno stile che costruisce comunità e compassione, che permettono ai
partecipanti di esplorare la propria individualità, la creatività e dignità
culturale.
Jairo Cuesta, attore e regista colombiano, e Jim Slowiak sono stati assistenti e collaboratori di Jerzy Grotowski nel periodo del Teatro delle sorgenti e del "Dramma oggettivo" Da oltre 20 anni, Jairo Cuesta e James Slowiak conducono la loro ricerca nel New World Performance Lab in Akron, Ohio.
Informazioni
La Ricerca delle Sorgenti
600 euro 500 euro per studenti (comprensivo di cibo e alloggio)
INFO E PRENOTAZIONI: Chiara Tabaroni 349.2826958 milonmelaindia@gmail.com
http://digilander.libero.it/milonmela
2 Musicisti Baul del Bengala
2 Maestri dell’arte marziale Kalaripayattu (Kerala)
4 Danzatori Chhau della Purulia (Jarkhand/Bihar)
2 Danzatori Gotipua (Orissa)
1 Maestro di Hatha Yoga
1 Attore/musicista
Direzione artistica: Abani Biswas
Abani Biswas fu uno dei principali componenti del Teatro delle Sorgenti (1979 – 1983) che Jerzy Grotowski diresse in India, in Polonia ed in Italia.
La successiva collaborazione con maestri di antiche discipline performative e la creazione nel 1990, del centro di lavoro “Theatre House” a Santiniketan (Bengala), hanno dato luogo alla creazione di Milòn Mèla.
Il metodo di lavoro che viene proposto si rivolge all’esperienza del Teatro delle Sorgenti e alle tecniche di rappresentazione di antiche discipline dell’India. Il silenzio, l’osservazione, le azioni fisiche costituiscono la chiave di ricerca per stabilire un incontro tra rituale e contemporaneità.
Nei laboratori c’è una parte molto vicina al “fenomeno teatrale” che si esplica nella collaborazione con gli artisti tradizionali di Milòn Mèla; un’altra si occupa di tecniche (tecniche di movimento, di attenzione, di concentrazione) che riguardano il “fenomeno umano” nella sua interezza.
I laboratori possono essere un momento di confronto, di “challenge”, di sfida, e si propongono di attivare una spinta creativa e positiva verso l’agire, verso il miglioramento di ciò che non ci soddisfa e del quale sentiamo la mancanza. Riuscire a realizzare “qualcosa” che non si trova nella vita di tutti i giorni è un’esperienza fondamentale per l’essere umano. Altro obbiettivo fondamentale è l’offrire la possibilità di strutturare un proprio training personale di alto livello professionale.
I laboratori si rivolgono agli studenti ed ai professionisti di arti performative.
Per la partecipazione non si richiedono esperienze o conoscenze specifiche se non una buona attitudine ad un lavoro molto energetico.
Il laboratorio non intende principalmente insegnare ai partecipanti discipline provenienti da altre culture ma avviare in ogni individuo un processo creativo e fornire un avanzato training di preparazione professionale. L’obiettivo è di elaborare delle tecniche che al di là delle differenze culturali, siano in grado di decondizionarci dal contesto attuale in cui viviamo.
Abani racconta: “La partecipazione al Teatro delle Sorgenti mi ha permesso di entrare in un processo che coinvolge l’essere umano nella sua totalità (corpo – emozioni – mente) e che contemporaneamente lo pone di fronte al mondo e quindi al problema dell’agire, dell’essere attivo nella propria vita personale ed in un contesto ben determinato: quello della cultura, dell’arte e del teatro”.
Le tecniche delle origini sono sia drammatiche che ecologiche:
- sono drammatiche perché su di esse si fondano le più antiche arti performative, per esempio sono “Azioni”, talvolta molto elementari, un particolare modo di camminare, un ciclo di movimenti, vibrazioni sonore che hanno la capacità di agire sul sistema psicofisico individuale; si tratta inoltre di tecniche attive e non contemplative.
- sono ecologiche, perché situano sempre l’uomo di fronte alle forze della natura ed alla “propria” natura. Il rispetto del silenzio è la condizione più importante per il lavoro e la concentrazione. Mantenere il silenzio rappresenta una dieta per la mente, un digiuno verbale che purifica e disintossica dall’eccesso d’informazione e dagli automatismi. Tramite il silenzio, si rispetta l’altra persona prima di coinvolgerla.
Si praticano le forme di base delle arti Kalaripayattu, Chhau e Gotipua, si apprendono posizioni di Hatha Yoga (asana), si dà voce ad antichi testi sacri (mantra) e canti tradizionali.
Si effettua un’immersione nell’interpretazione viva di poemi epici:
i danzatori Chhau presentano coreografie dai Purana e dal Mahabharata, i danzatori Gotipua presentano il Ramayana e il Krishna-Lila. I musicisti Baul cantano i versi dei poeti mistici medievali, i maestri Kalaripayttu si esibiscono in combattimenti con i bastoni e nella danza del fuoco.
Le sessioni del workshop sono finalizzate a fornire ai partecipanti sia competenze tecniche che esperienza creativa.
I partecipanti, acquisendo le competenze tecniche, imparano come possono utilizzarle per migliorare la qualità della voce, i movimenti, la prontezza. Lo sviluppo di una metodologia pratica riesce a coinvolgere persone provenienti da culture e tradizioni diverse, partendo dalle più antiche fino a quelle contemporanee.
Il lavoro si svolge sia in sala, che all’aria aperta, nella natura.
Un ritmo per iniziare in modo semplice e naturale un nuovo giorno. Un lavoro sull’ascolto, sulla voce e sull’effetto delle vibrazioni sonore prodotte da antichi canti sul nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni.
Mantra e canti
Molte azioni sono accompagnate da melodie e canti ripetitivi. Ai quali in alternanza all’attività fisica si uniscono i partecipanti. Altre sono incentrate sulla ripetizione di mantra, melodie ed esercizi vocali.
Un’ azione collettiva messa a punto da Grotowski durante il Teatro delle Sorgenti che consiste in una serie di posizioni-stiramento della spina dorsale in direzione dei quattro punti cardinali, dello Zenit e del Nadir. Verso le direzioni si è soli e nello stesso tempo tutti insieme: ciò permette di lavorare in modo preciso per trovare infine un ritmo comune.
L’indicazione è cercare un proprio movimento, facendo attenzione allo spazio degli altri e seguendo il ritmo e le immagini interne ed esterne. All’inizio l’azione è in silenzio, poi si inserisce la musica di alcuni maestri tradizionali. Questa azione tende a mostrare quanto i limiti del corpo siano in gran parte mentali: alla fine si è meno stanchi che all’inizio.
Con due maestri di questa arte marziale si lavora sull’apprendimento delle “Forme di Saluto” che sono alla base di questa disciplina. L’intento è di sviluppare la capacità del nostro processo di apprendimento e di risvegliare la “memoria del corpo”.
E’ stata elaborata da Abani Biswas durante il Teatro delle Sorgenti ed è centrata sull’ osservazione del respiro. Una parte si svolge nell’ immobilità del corpo. Partendo dal respiro, che è strettamente legato al nostro corpo, l’osservazione passa alla sfera mentale, favorendo delle scoperte.
Con un maestro, musicisti e danzatori Chhau si lavora sulle posizioni, sui passi, sulle coreografie guidati dal ritmo dei tamburi. Si cerca di sviluppare-aprire la capacità energetica individuale e di aiutare a superare i limiti della stanchezza fisica.
La Danza Gotipua
Si pratica la prima coreografia che introduce a questa danza “Guru Bhandanà-Il Saluto al Maestro” L'armonia e la dolcezza dei movimenti, l'accompagnamento vocale e strumentale caratterizzano questa danza che celebra l'unione dell'umano con la divinità e nella quale il devoto s'identifica con l'elemento femminile (Shakibhava).
E’ un’ azione all’aperto in fila indiana: l’attenzione è centrata sul ritmo dei passi e canalizza la naturale fluidità del movimento nella direzione di marcia.
I Bastoni
Guidati dai maestri di Kalari si apprendono le forme di gioco/danza e duello con lunghi bastoni di bambù.
Il Sanyoga
Si tratta di un'azione incentrata sull’apprendimento delle posizioni di base di ogni disciplina, che provengono dall’ Hatha Yoga classico.
Si fa durante il passaggio dal giorno alla notte: si tratta di sperimentare questo passaggio usando tecniche di movimento molto semplici. Si inizia con la luce e si ritorna con il buio. L’azione si trasforma in un lavoro sullo spazio e sul tempo, sulla percezione e sull’osservazione.
Un’altra parte del laboratorio è dedicata alla preparazione e alla presentazione di una piccola “piece” teatrale “La Lingua Madre” con gli artisti tradizionali ed i partecipanti. La lingua Madre è un monologo o un canto nella propria lingua. E’ la proposta di presentare se stessi, il sé rischiarato. Inizialmente ognuno è solo di fronte alla propria candela e agli altri. Fino a quando il colore e la luce delle proprie parole si fondono con quelle di tutti in una sincronia di combinazioni sempre nuove.
Il ritmo della notte
La musica del Kirat (Raga Notte) dei danzatori Chhau accompagnato da voci e passi ritmici, chiude la giornata.
NOTE:
Il 6 Agosto alle ore 12.30 il nostro mini bus aspetterà i partecipanti alla Stazione Ferroviaria di Orte.
La sera del 16 agosto il laboratorio si conclude con lo spettacolo di Milòn Mèla, aperto al pubblico.
Si può partire la mattina del 17 agosto.
Praticando le strutture vocali del antico canto vibratorio sperimentiamo qualcosa che la memoria e la percezione hanno dimenticato: uno stato di essere fuori del caos.
EWA BENESZ
LE PRATICHE VOCALI
Esiste una eredità di millenni in cui si credeva che il suono e la parola fossero il principio primordiale all’origine di ogni cosa, all’origine dell’uomo stesso; che il suono fosse una fonte creatrice della materia e che la voce umana stessa potesse avere una forza creatrice.
Le pratiche vocali sorprendono per la semplicità e per il rigore estremo cui costringono l’attenzione di chi canta. Non e`solo un esercizio vocale. Un canto non è un prolungamento del pensiero con la voce alta, ne` la volontà di cercare un’espressione. E’ la sonorità della respirazione, la risonanza del suono nel corpo e nello spazio.
La voce è incarnata in me. Provo a ritrovare la sorgente della voce e liberare la respirazione sonora. Provo a riconoscere i posti della risonanza nel corpo. Provo ad imparare che cosa mi aiuta e che cosa disturba nel ritrovare la sonorità della voce dentro me e intorno di me, nello spazio. Finché divento un strumento vivo che genera il suono. Finché divento il suono. Sento la vibrazione della respirazione e ho la consapevolezza dello spazio. Vedo e...sento lo spazio.
Il canto unisce un essere umano con lo spazio. Sento il silenzio e vigilo nel canto, riposo nel canto. Sono io che canto o qualcosa canta in me? Qualcosa di ancestrale che vive nel profondo di me si risveglia e canta. Sono testimone.
IL CANTO E`
UN’AZIONE. Le tecniche vocali articolano un processo della
vita.
Riducono alla espressione elementare, alla verità, e succede che posso
ritrovare
una forza attiva del canto: la fiducia.
Il canto unisce un essere con altro essere umano. Improvvisiamo. Proviamo creare nell’ azione un canto nuovo.
Ewa Benesz
LE PRATICHE VOCALI provengono dalle antiche tradizioni dell’Oriente, del Tibet, dell’India, della Mongolia e del Giappone; dalla ricerca antropologica sul canto sciamanico e dall’esperienza del Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski in Polonia, Wroclaw.
CASA LABORATORIO DI CENCI Dal martedì 19 agosto, ore 18.00 al sabato 23 agosto di sera.
www.prospettiva.it/cenci; Franco Lorenzoni – cencicasalab@tiscali.it; Ewa Benesz – evabenesz@yahoo.it
EWA BENESZ, attrice polacca, laureata
in Lettere all’Universita`
di Lublino e diplomata in Arte Drammatica
a Varsavia. Ha lavorato nell’Instytut Aktora-Teatr Laboratorium diretto
da Jerzy Grotowski in Polonia.Nel’70 ha fondato assieme a tre colleghi
della Scuola d’Arte Dramatica di Varsavia lo Studio Teatrale.Negli anni
`75-
Dall`82 al `96 ha collaborato con Rena Mirecka nei proggetti parateatrali:’ Be here now...Towards’, ‘The way to the centre’ e ‘Now it`s the Flight’ realizzati in paesi dell’Europa, in America e in Israele.
Dal`97 conduce esperienze parateatrali: ‘ESSERE’, ‘VERSO L’ORIGINE’ , ‘LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE’, ‘LE PRATICHE VOCALI’ che si svolgono in varie citta` e luoghi d’Europa. Collabora con l’Universita` degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, degli Studi di Catania,e Ca` Foscari di Venezia. Vive in una casa tra le montagne in Sardegna dove sta svilupando una ricerca pratica ispirata agli antichi testi sanscriti dei Veda.
Aperture
Disabilità
ed integrazione nei contesti educativi.
Laboratori ed esperienze nella natura aperte a ragazzi disabili, insegnanti, operatori e adulti interessati per sperimentare e cercare di aprirci un poco di più.
Una proposta di Roberta Passoni e Franco Lorenzoni
Quando parliamo di difficoltà non intendiamo solo quelle che riguardano in modo specifico le disabilità, ma anche le grandi e piccole fragilità che ciascuno di noi si porta dentro.
In questa proposta, che ha al centro l’apertura all’ascolto, cerchiamo di dare a tutti l’opportunità di scoprire che l’aiuto ci può arrivare anche da chi non ce l’aspettiamo. E che questo può essere facilitato dal vivere insieme e dal condividere esperienze.
Il nostro intento sta, infatti, nel proporre attività che rimescolino le carte e mettano in gioco i ruoli di tutti, perché ciascuno può trovarsi nella condizione di sostenere o di avere bisogno di essere sostenuto.
Ognuno di noi ha accumulato nella vita molte idee precostituite e molti “pregiudizi” verso gli altri, sia positivi che negativi. Il problema è riuscire e continuare a stupirci nell’incontro con l’altro, sciogliendo alcune nostre rigidità
IL SENSO DELLA PROPOSTA
Questa modalità di lavoro cerca un rimescolamento dei ruoli perché, forse, chi ha bisogno di sostegno in certi momenti è sostenuto gli altri.
“Ieri una insegnante della scuola elementare -racconta Roberta, madre di un ragazzo Down- mi ha fermata e mi ha detto che mio figlio, quando danza, è veramente bravo. Mi ha colpito la parola “veramente”, perché in genere, quando si parla delle capacità dei nostri figli, c’è spesso un giudizio paternalistico, che valuta l’abilità in base alle sue possibilità.”
Ciò che vorremmo approfondire è quel “veramente bravo”, cioè il campo, l’azione, l’attività in cui ciascuno di noi, disabile o no, riesce veramente bene, anche a prescindere dal suo punto di partenza. Imparare a vedere ed aiutare a scoprire le attività in cui ciascuno può dare il meglio di sé ci sembra particolarmente importante se si vuole approfondire una ricerca sulla qualità del contesto educativo, che è creato dagli spazi, dai tempi e dalle persone che vi operano.
Sappiamo bene che il lavoro degli insegnanti e degli operatori si fonda, innanzi tutto, sulla persona che opera, dunque sulla memoria e sulle esperienze vissute da ciascuno che partono, necessariamente, dal proprio carattere, dalla propria passione e dai talenti che si è in grado di mettere in gioco nella relazione educativa con i ragazzi.
Se dunque il corpo-memoria è il principale strumento di lavoro, sia per gli insegnanti e gli operatori che per i ragazzi, è importante che vi siano momenti in cui è possibile approfondire la propria ricerca individuale e di gruppo.
LE ATTIVITA’ DEL LABORATORIO
L’esperienza ruota attorno a un tema che il gruppo conoscerà all’arrivo. I laboratori ruoteranno attorno a questo tema, offrendo materiali vari da manipolare o utilizzare a fini espressivi. Attraverso vari linguaggi (canto, racconto, composizioni plastiche, costruzioni...) il gruppo costruirà il suo percorso di avvicinamento al tema proposto.
Le giornate prevedono attività e proposte educative nelle mattine, nei pomeriggi e nelle serate, a cura degli operatori della casa-laboratorio. Le attività si svolgeranno in parte in piccoli gruppi, in parte tutti insieme, al chiuso e all’aperto.
Ci saranno mansioni affidate a piccoli gruppi perché il vivere insieme comporta la responsabilità e la partecipazione di tutti alla gestione della casa e dei suoi spazi.
Ci saranno esplorazioni degli spazi naturali che circondano la casa-laboratorio ed attività di laboratorio realizzate in piccoli gruppi.
Ragazzi e adulti saranno condotti a compiere un viaggio di conoscenza le cui tappe, pur pensate e programmate, si adatteranno al gruppo, alle possibilità dei singoli e alle variazioni atmosferiche.
la casa-laboratorio di cenci (ad Amelia) propone la
Officina matematica
di Emma Castelnuovo
da venerdì 7 a domenica 9 settembre 2012
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tre giorni di laboratori di matematica
con Antonella Castellini, Lucia Fazzino, Rosa Santori, Carla Degli Esposti, Paola Gori, Nicoletta Lanciano, Rita Montinaro
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Emma Castelnuovo ha innovato profondamente la didattica della matematica ed è nota a livello internazionale per le sue ricerche e le sue numerose pubblicazioni. Nel 2006 è stata chiamata ad inaugurare a Roma il primo Festival Internazionale di Matematica.
Da 9 anni l’officina matematica propone ad insegnanti di ogni ordine di scuola laboratori e conferenze per incontrare Emma Castelnuovo e il suo metodo. Nel 2008, per le edizioni la meridiana, è uscito il libro “L’officina matematica”, che raccoglie le sue lezioni di Cenci. __________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Per informazioni e prenotazioni Franco Lorenzoni o Roberta Passoni:339.5736449 338.4696119 cencicasalab@tiscali.it www.cencicasalab.it/cenci
Il seminario inizia venerdì 7 settembre 2012 alle ore 17
e termina domenica 9 dopo il pranzo
Il costo di partecipazione ai laboratori è di €.50,
per chi vuole anche soggiornare il costo comprensivo di vitto e alloggio presso la casa-laboratorio di Cenci, è di €. 130.
La prenotazione va fatta telefonicamente o per e-mail e poi confermata con l’invio
di un anticipo di €.50 a Franco Lorenzoni
tramite
vaglia postale, strada di Luchiano 10 05022
AMELIA (Terni)
La conferenza è aperta a tutti.
Per informazioni e prenotazioni
Franco
Lorenzoni o Roberta Passoni:339.5736449 338.4696119
cencicasalab@gmail.com
www.cencicasalab.it/cenci
Il corpo sogna, il corpo ricorda, il corpo parla
pratiche attoriali di performance ecology
Laboratorio proposto da Jairo Cuesta
€ 320
“Qualcosa ti stimola e tu reagisci: questo è il segreto totale. Gli stimoli, gli impulsi, le reazioni” - dice Grotowski.
Jairo Cuesta e James Slowiak hanno scoperto che le difficoltà che l’attore affronta stanno in primo luogo nel non essere ricettivi agli stimoli; secondo, nel caso l’attore riesce a far si che qualcosa lo stimoli, rapidamente il suo corpo interrompe la sequenza del flusso degli impulsi; terzo, se gli impulsi appaiono, l’attore non sa come canalizzare questi impulsi in forme precise, stabilendo un contatto con gli altri attori.
Performance Ecology è un campo di ricerca condotto da Jairo Cuesta e James Slowiak che indaga l'interdipendenza di una varietà di stimoli a disposizione l'attore. Cuesta e Slowiak hanno organizzato gli aspetti delle loro rispettive ricerche in un flusso di dettagliate esercitazioni (individuali e collettive): canzoni, danze, testi, e lavoro creativo, che servirà a recuperare le forze vitali del performer e la capacità di contatto di ciascuno.
Performance Ecology è una struttura sperimentale che serve a sviluppare risorse nell'attore fisico, emotivo e immaginativo. I membri del New World Performance Lab conducono i partecipanti attraverso il programma intensivo di cinque giorni nel tentativo di ritrovare la voglia di agire. Come il partecipante lotta per ricordare, rivelare, realizzare e creare, egli si batte per la padronanza del corpo e della voce. La vitalità é lo scopo. I partecipanti si esprimono secondo modelli vocali e di movimento la cui tensione, composizione, energia porta a scoprire un’unica e selvaggia potenza e precisione. Performance Ecology mira a liberare l'energia in sospeso e gli impulsi creativi del partecipante / esecutore in solitudine o in compagnia, con lo spazio e con il partner.
Le sessioni di lavoro residenziali in Performance Ecology sono progettati attorno ai rudimenti della performance e ad elementi riguardanti la condizione umana e il rapporto con il mondo fisico.
Performance
Ecology
è una proposta creativa che comporta la formazione di elementi di base del
mestiere di attore: esercizi fisici, voce, lavoro sull’attenzione, la
percezione, la precisione; vedere, ascoltare; il montaggio delle azioni
fisiche. Il lavoro con le canzoni dalla cultura Shaker e di altre
tradizioni; esercizi di coordinamento di singole azioni, improvvisazione
strutturata, drammaturgia, montaggio, e la messa a punto di strumenti che
spesso culmina nella riproduzione del suono e che prevede la possibilità,
per ciascun partecipante, di esercitare la dinamica delle prestazioni.
Performance Ecology non è solo un seminario, è una performance che
incoraggia il compito di creare cultura con le proprie mani. Cuesta e
Slowiak hanno uno stile che costruisce comunità e compassione, che
permettono ai partecipanti di esplorare la propria individualità, la
creatività e dignità culturale.
Jairo Cuesta, attore e regista colombiano, è stato assistente e collaboratore di Jerzy Grotowski nel periodo del Teatro delle sorgenti. Da 20 anni Jairo Cuesta conduce insieme a James Slowiak una ricerca nel New World Performance Lab in Akron, Ohio.
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Proposte di campi scuola
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Tra cielo e terra
campi scuola per classi di ogni età
€ 49 a testa per ogni giornata
I campi scuola residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni, che la Casa-laboratorio di Cenci propone alle scuole di ogni grado, offrono dei percorsi di apertura delle nostre sensibilità, nella ricerca di un rapporto diretto con gli elementi del nostro pianeta.
Organizzazione Roberta Passoni 3384696119 cencicasalab@tiscali.i
per classi di ogni età
Tra cielo e terra
associazione educativa, culturale ed artistica
strada di Luchiano 13, 05022 Amelia (Terni)Tel.0744.980330 – E-mail: cencicasalab@tiscali.it
Esperienze residenziali di 2, 3, 4 o 5 giorni
I TEMI DEI NOSTRI CAMPI SCUOLA
I campi scuola che
Alla base della ricerca c'è il tentativo di scoprire delle risonanze tra il corpo e il cosmo. Attraverso pratiche percettive, azioni legate al movimento, esplorazioni e costruzioni con materiali naturali, indaghiamo le possibili corrispondenze che ci legano al cielo, al paesaggio, alla notte, al vento, al bosco e alle dimensioni mitiche che racconti di diverse culture evocano in noi.
Praticare tutto ciò in campagna, lontano dal traffico e dalla televisione, con il tempo scandito unicamente dai movimenti dei corpi celesti, può creare una circolarità di comunicazione e una condivisione di esperienze che stimola e rafforza il gruppo classe, attenuando stereotipi e pregiudizi reciproci.
Le attività svolte in piccoli gruppi offrono a ciascuno la libertà di ascoltare, nel silenzio, il paesaggio e gli elementi e i viventi che lo abitano, cioè il grande mondo degli esseri che circonda la nostra vita, a cui raramente prestiamo ascolto. L’esperienza, avendo un forte impatto emotivo in chi vi partecipa, può essere base di partenza o momento di approfondimento per un percorso di conoscenza della natura e del cosmo, da continuare nel tempo lungo della scuola.
I campi scuola sono proposti da operatori di Cenci e della Compagnia del Pino che, in collaborazione con Margherita Vagaggini, ha messo a punto un progetto aperto anche alle scuole dell’infanzia
Per affrontare gli squilibri ecologici che minacciano il nostro pianeta c’è bisogno di ricostruire una relazione di fratellanza con gli elementi del cosmo. Ma per ritrovare una parentela con la terra, il vento, il bosco, la luna, l’acqua e il cielo stellato bisogna compiere un viaggio di ricerca dentro di noi che ci consenta di aprire occhi ed orecchie e di allargare il nostro sentire. Le porte della percezione, infatti, sono ostruite fin dalla più tenera età da una relazione con il mondo che passa prevalentemente attraverso canali tecnologici.
Nella proposta educativa di Cenci al centro c’è il corpo di bambine e bambini, di ragazze e ragazzi che sono chiamati ad incontrare gli elementi del paesaggio naturale a partire da azioni semplici e concrete.
Camminare, danzare, aprire un nuovo sentiero nel bosco e percorrere il greto di un torrente, così come seguire il sorgere e calare degli astri, porta ciascuno di noi ad aprirsi e a scoprire energie e capacità nascoste.
Il secondo aspetto della proposta educativa di Cenci riguarda il rapporto con noi stessi e l’apertura che riusciamo ad avere con gli altri. Ricercare un ritmo, cantare insieme, costruire un oggetto o prendersi cura di un luogo sono attività espressive che richiedono tempo, attenzione, presenza e ascolto. Anche vivere insieme condividendo il sonno e il cibo con gli altri porta a nuove emozioni e scoperte, rivelando aspetti e qualità nascoste del nostro carattere.
Tutto ciò costituisce una enorme ricchezza per la nostra ricerca. Una critica radicale del nostro stile di vita, fondato su sprechi e abusi che mettono sempre più in crisi gli equilibri del pianeta e favoriscono il crescere delle disuguaglianze nel mondo, si può costruire, secondo noi, solo dialogando ed ascoltando con attenzione i diversi punti di vista che provengono da diverse culture, diverse esperienze, diverse sensibilità.
Durata
La durata del campi scuola è, generalmente, di 5 giorni. Ci possono essere anche campi di due, tre o quattro giornate.
Tempi
Da settembre a giugno
Operatori
Costi
Il costo, che comprende il vitto, l’alloggio e le attività educative è di €. 48,00 al giorno (iva inclusa). Per ogni 10 bambini c’è una gratuità per gli insegnanti accompagnatori.
Per informazioni contattare Roberta Passoni 338.4696119; 0744.980330
cencicasalab@tiscali.it
ALCUNE PROPOSTE PER I CAMPI SCUOLA CHE SI TENGONO A CENCI
Quest’anno la casa-laboratorio offre le seguenti proposte educative:
Il paesaggio come calligrafia dell’acqua e dell’aria che di-segnano la terra.
Il paesaggio come stratificazione di storie nella geografia.
Il paesaggio ispiratore d’arte e di poesia.
Il paesaggio come cornice da cui guardare il cielo.
L’acqua e l’aria come elementi alla base della vita e come “disegnatrici del paesaggio”. Come accorgersi della loro natura e delle loro qualità. Come risparmiare l’acqua e prendersi cura dell’aria.
L’energia sostenibile. La casa ha un laghetto dove si raccoglie l’acqua piovana che viene tenuta in circolo e ossigenata da un impianto ad energia solare. L’acqua che si usa è riscaldata da pannelli solari e la ristrutturazione della casa è stata realizzata con materiali naturali e improntata al gusto della sobrietà.
Partendo da questi temi, i percorsi educativi che proponiamo nascono da una riscoperta delle energie sopite del corpo e mettono in evidenza come sia impossibile prenderci cura di noi stessi senza prenderci cura del pianeta che abitiamo.
L’ORGANIZZAZIONE
Le classi dei bambini e ragazzi che arrivano a Cenci sono accolte dai nostri animatori che saranno almeno uno ogni dieci partecipanti. Gli animatori sono a disposizione degli insegnanti anche nella fase di programmazione del progetto. Gli insegnanti che accompagnano il gruppo sono invitati a partecipare a tutte le attività proposte ai ragazzi, avendo la possibilità di osservare il gruppo classe da una altro punto di vista.
Chi arriva a Cenci per tutto il tempo del soggiorno starà lontano da strade, macchine, televisione e videogiochi e percorrerà lo spazio solo a piedi. Per aiutarci in questo ci togliamo gli orologi e ci concediamo un uso limitato dei telefonini, solo alle ore dei pasti.
Cenci offre ospitalità in cambio di lavoro per la manutenzione della
casa-laboratorio e degli spazi circostanti.
I ragazzi con meno di 18
anni devono dare un contributo di € 50 per contribuire alle spese
Informazioni:
0744.980330 - 339.5736449 (Franco) 3384696119
(Roberta)
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NELL’ATTO DI CREARE
LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE
2 - 6 gennaio 2013 Casa-laboratorio di Cenci
EWA BENESZ propone
NELL’ATTO DEL CREARE
con Cenzo Atzeni e Alfred Buchholz
Lavoriamo sulle pratiche originarie dell’attore: azioni, danze rituali e ritmi, canti e tecniche del canto vibratorio, tecniche dei movimenti e di rilassamento che abbiamo ereditato dalle più antiche tradizioni e che evocano qualcosa che la memoria e la percezione hanno dimenticato, risvegliano la sensibilità, la vitalità, insegnano a vedere e a sentire, ascoltare. Riducono all’espressione elementare, la verità.
L’atto di creare avvicina alla realtà mitica della vita. Svela un’altra dimensione dell’io ed un’altra dimensione del tu.
Nell’attenzione risvegliata e nella contemplazione nulla è indifferente. Sono in Unione. Preparo il corpo. Imparo ad eliminare le tensioni e ritrovare la organicità, il corpo diviene pronto ad agire. Preparo la voce. Studio la risonanza e la vibrazione dell’espirazione per diventare la sorgente del suono, per diventare il suono. La verità non è definibile. Posso solo creare le condizioni che permettono di liberarla, di svelarla.
Perché quando accade tocco la liberta e il rinnovamento, riposo nell’azione. Questo è un teatro in statu nascendi. Non ci sono spettatori.
Occorre portare i vestiti comodi per il movimento, una cintura per lo stretching, una sciarpa per coprire la testa e le spalle, le donne una gonna lunga e larga. Per chi suona uno strumento musicale. Porta un canto natalizio!
Franco Lorenzoni – cencicasalab@gmail.com – tel. 3395736449 – www.cencicasalab.it
Ewa Benesz – evabenesz@gmail.com – tel. 368.684180 – 339.2273126
Il costo per partecipare (vitto e alloggio compresi) è di €.330
EWA BENESZ, attrice polacca, laureata in Lettere all’Università di Lublino e diplomata in Arte Drammatica a Varsavia. Ha lavorato nell’Instytut Aktora-Teatr Laboratorium diretto da Jerzy Grotowski in Polonia. Nel 1970 fonda assieme a tre colleghi della Scuola d’Arte Drammatica di Varsavia lo Studio Teatrale. Negli anni 75-76 insegna all’Università di Lublino Teoria della Cultura e Storia del Teatro Contemporaneo. Dall’82 al 96 collabora con Rena Mirecka nei progetti parateatrali: “Be here now...Towards”, “The way to the centre” e “Now it’s the Flight” realizzati in diversi paesi europei, in America e in Israele. Dal 97 conduce esperienze parateatrali: ‘ESSERE’, ‘VERSO L’ORIGINE’ , ‘LE PRATICHE ORIGINARIE DELL’ATTORE’, ‘LE PRATICHE VOCALI’. Collabora con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, degli Studi di Catania, Ca` Foscari di Venezia, Università M.C.Sklodowska di Lublino, Polonia. Partecipa nel progetto “Meetings with Remarkable Women. You Are Someone's Daughter” di British Columbia University di Okanagan in Canada e Istituto di Grotowski di Wroclaw, Polonia. Vive in una casa tra le montagne in Sardegna dove sta sviluppando una ricerca pratica ispirata agli antichi testi sanscriti dei Veda.
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Aggiornamenti programma:
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