FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! qualcuno di buon senso

Inviato da afra51 il 05 dicembre 2012 alle 19:29

 1.              Mi chiedo in quale pianeta viva l'autore dell'articolo. La scuola ha bisogno di rinnovarsi e i bambini non sono più quelli di 50 anni fa che si interessavano alla creta e alle costruzioni. Benvenuta tecnologia, il più possibile, se questo è l'unico modo di motivare i bambini delle nuove generazioni. Lancio un appello ad abbandonare un modo di fare scuola obsoleto, non più in grado di rispondere alle istanze della società moderna. Dai 3 agli 8 anni è la fase più creativa dei bambini, quindi non si può privare loro di usare la tecnologia nel modo più produttivo ed interessante che esista.

Inviato da Daniela Marzano il 05 dicembre 2012 alle 18:09 

SECONDO ME E' UN'ALTRO MODO PER SOTTRARRE RISORSE ALLA SCUOLA , VEDASI CIO CHE SUCCEDE NELLA COREA DEL SUD DOVE GLI IPAD VENGONO UTILIZZATI DAI BAMBINE DELLE ELEMENTARI. ---------> ITALIANI NON AVETE ANCORA CAPITO CHE SIAMO GOVERNATI DA VECCHI CHE HANNO PAURA DEL NUOVO E NON VOGLIONO MOLLARE ?

Inviato da ugolino01 il 05 dicembre 2012 alle 15:51

Sono d'accordo con il Maestro Franco, i bambini sono "bombardati" di tecnologia sia per l'innovatività della stessa sia per la semplicità di utilizzo. Con delle classi "pollaio" è facile mettere i bambini e le bambine di fronte ad uno schermo, tutti silenziosi ed assorti (sembra) ma il più delle volte sono solamente spenti. Se li abituiamo a non ragionare più perché ci pensano le macchine perderanno la loro innata curiosità, reagiranno solo a stimoli veloci e "formattizzati" ed appena si esce dall'usuale entreranno in crisi. Ben venga la tecnologia ma che sia fuori dalla scuola e a piccole dosi!!!!!!
Inviato da antoniogermani il 05 dicembre 2012 alle 15:50
 
Ma di cosa stiamo parlando? bambini sottomessi? La maggior parte dei professori sostiene che insegnare, oggi, è molto più difficile di un tempo e che la Lim, nel quadro attuale, rappresenta un’opportunità. Questa lavagna, spiegano, riesce a catalizzare di più l?attenzione degli alunni, a gestire meglio chi ha difficoltà a livello di apprendimento. Semmai ci vorrebe piu' formazione per voi professori in modo da poter sfruttare tutte le potenzialita' che essa puo' dare. Guardiamo al futuro senza diffidenza !
Inviato da lollinox il 05 dicembre 2012 alle 15:46
 
Giusto l'invito a usare il corpo e la materia. Ma se per una volta si smettesse di usare il bianco o nero, una cosa e non l'altra, non sarebbe una cattiva idea. Anche questa difficoltà a vedere che cose diverse possono coesistere in misura diversa, questa incapacità di quantificare, è una cattiva abitudine, specie per chi ha una cultura di matrice non scientifica (all'italiana). Invece di sbattere fuori schermi e computer si potrebbe discutere quale spazio e tempo assegnare a questi strumenti e quale alle altre attività. E dopo aver discusso agire di conseguenza.
Inviato da mariorigol il 05 dicembre 2012 alle 15:45
 
Molto, molto d'accordo maestro Franco! In casa nostra, quando la bimba era piccola, non c'era neppure la TV (ma c'era musica). Però ogni sera c'erano giochi, chiacchiere, storie da raccontare, libri da leggere, risate, posie da imparare, cose da costruire... Solo dieci anni dopo mia figlia ha sentito il bisogno della TV. Ora è un'altra storia, ma l'età indicata da Lei per essere libera da tecnoclogia, mi sembra perfetta per le nuove generazioni. E poi, mi permetta, c'è tanta poesia nelle sue parole! Grazie.
Inviato da chetempochefa il 05 dicembre 2012 alle 15:44
 
Finalmente uno che capisce le cose... Bravo maestro, potesse essere letta da tutta Italia la lettera. Stiamo diventando tecnologici si', ma sempre piu' disumani e c'e' la corsa ad investire sempre di piu' sulla tecnologia. Cambiamo, altrimenti verranno soppressi i valori fondamentali per una serena convivenza. I bambini non devono diventare mostri, che sanno fare gia' tutto a 10 anni. Questo deriva soprattutto dalla imbecille concorrenza dei genitori, che vogliono il loro figlio piu' bravo degli altri. Responsabili GENITORI ED INSEGNANTI, che di pedagogia vera non capiscono un bel niente...
Inviato da paolocarl55 il 05 dicembre 2012 alle 15:40
 
Secondo te qui si parla di censura?? Noi abbiamo imparato in questo modo, e secondo me siamo più saggi di sti rampollini di oggigiorno che sanno SMSare ma non scrivere come si deve, neanche pensare e dire la loro senza condizionamenti mediatici (che vengono favoriti per questo uso esagerato delle tecnologie). Sanno fare somme senza la calcolatrice? Usano le dita per qualcosa che non sia dare LIKE? O magari tu sei uno di quella generazione, visto che non hai saputo cogliere il senso del testo scritto quassopra, che non e contro la tecnologia, ma a favore della istruzione sana di un bambino qualunque, che precisa di attenzione umana, non di risposte robotiche o sistemi complicati, per un corretto sviluppo delle sue qualita di spirito, mente, corpo e morale.
Inviato da nelparco il 04 dicembre 2012 alle 20:21
 
Caro Nicola, non mi sembra che qui si tratti di censure! si tratta invece di educare all'attenzione allo spirito critico ecc. ecc. I bambini (che saranno gli adulti di domani) hanno bisogno di questo. Buttiamo pure soldi nelle LIM, intanto li tagliamo ai supplenti. Costringiamo pure dei maestri/maestre che hanno un'alfabetizzazione informatica scarsa a usare strumenti sofisticati, lo faranno male, e non useranno i loro talenti per educare e ascoltare.
Inviato da pierdaniele il 04 dicembre 2012 alle 20:21
 
Grazie Maestro Franco, condivido il tuo appello perché ritengo che ogni bambino deve avere la possibilità di crescere con sapienza, curiosità e fantasia. Magari sostituiamo pc e LIM con un maestro in più. Nicola, diamo tempo al tempo, per ogni cosa c'è il suo momento.
Inviato da fpolitaki il 04 dicembre 2012 alle 20:17
 
le censure non hanno mai aiutato la cultura , la formazione le crescita di una identità culturale plurale e partecipata: credo sia una scorciatoia, censoria, e quindi facile per non affrontare l'affascinante complessità di una istruzione multilinguaggi e multitestuale, l'unica in grado di far apprezzare la cultura, in tutte le sue manifestazioni stilistiche del XXI secolo, senza rendersi anacronistica rispetto alle sfide tecnologiche 
Inviato da Nicola Cotugno il 04 dicembre 2012 alle 18:12Rossi Doria dice: costruiamo aquiloni e usiamo i computer, portiamo i bambini nei boschi, facciamo esperienze dirette insieme senza escludere l’uso del computer che può essere una di queste esperienze e le può integrare con altre informazioni. Sarebbe perfetto. Nei fatti le scuole non sono così né purtroppo sembra che lo saranno nel prossimo futuro, almeno in Italia. É senz’altro credibile che si investirà nell’acquisto di strumenti informatici per le scuole, e non si può che essere d’accordo che l’era digitale lo richiede, che non è ammissibile che ci sia chi non ha la possibilità di accedere a internet. Non si investirà altrettanto in giardini, in sovvenzioni per gite nella natura, in laboratori pratici da proporre nelle scuole elementari, nel fare quegli interventi che renderebbero la scuola un luogo amato e non, come credo sia ancora oggi, un posto dove i bambini vanno quasi sempre per il solo obbligo. Lo stesso maestro Rossi Doria ammette che il corpo e il rapporto tra mani, sens
Inviato da casadellapace il 07 dicembre 2012 alle 11:45
Per usare la LIM in modo creativo ci vogliono degli insegnanti super-preparati. Altrimenti, come tutte le tecnologie, porta a un appiattimento: contenuti già dati, passivizzazione dell'utente (bambino o adulto che sia), aumento vertiginoso dei ritmi e dei contenuti a scapito della riflessione e della digestione (questo mi hanno confermato dei liceali, dopo l'introduzione della LIM nella loro scuola). Abbiamo scuole dove non ci sono i soldi per comprare i colori, la carta, i materiali per una rappresentazione teatrale, i semi per l'orto (anzi, gli orti scolastici chiudono), ma c'è il denaro per le LIM. E le maestre o i maestri faranno corsi di alfabetizzazione informatica oppure percorsi per imparare a far crescere i bambini di tutti i colori in un modo sano e creativo? In questo momento, né gli uni né gli altri. In un momento di scarsità di risorse, sto tutta dalla parte di Lorenzoni: facciamo con poco, ma nutriamo la creatività e la solidarietà.
Inviato da epimeleia il 06 dicembre 2012 alle 19:45
Bravo Franco. C'è bisogno di liberare questi nostri bambini dal mondo virtuale usato spesso come supplenza alla presenza concreta di adulti, genitori e non, come educatori. Bisogna fargli recuperare il contatto con la terra, il cielo, le cose semplici della vita reale, che la vita odierna offre sempre meno. Non è possibile vedere bambini di 5 anni che sanno comunicare solo col loro videogiochi isolandosi dal mondo. E poi non mistifichiamo l'investimento in nuove tecnologie con i tagli alla scuola, alle risorse primarie, l'aumento di alunni per classe, e la riduzione delle ore ai docenti che sono le figure fondamentali di riferimento per l'apprendimento dei bambini.
Inviato da corlubocia il 06 dicembre 2012 alle 15:59
Condivido perfettamente il pensiero del maestro Franco Lorenzoni
Inviato da sonofranco il 06 dicembre 2012 alle 15:49
Ho un solo timore: non è che così facendo andiamo a penalizzare quei bambini che per varie ragioni - soprattutto legate alla condizione sociale - non hanno accesso alle tecnologie? I computer, quando ero piccolo io, costavano, e parecchio. La passione per l'informatica era preclusa a chi venisse da una famiglia senza la disponibilità economica per mettersi in casa uno di quelli che una volta si chiamavano home computer. Qualcuno ha avuto la fortuna di recuperare in seguito, ma oggi l'analfabetismo tecnologico rischia di trasformarsi in analfabetismo tout court. Pensare a una scuola che non si ponga il problema di colmare le lacune culturali nei bambini - e la cultura tecnologica e scientifica è cultura - mi sembra rinunciatario. Allo stesso tempo ho ben presenti le distorsioni dell'informatica di consumo, per cui mi sento di dire: giusto vietare gli smartphone, ma male non usare la tecnologia il prima possibile per sviluppare la curiosità e un approccio analitico nei ragazzi.
Inviato da Luca Carraro il 06 dicembre 2012 alle 15:10
Noi adulti conosciamo già la differenza fra SCEGLIERE un colore con photoshop o FARE un colore mischiando le tempere del bambino; il bambino ancora non conosce bene questa differenza, quindi se la sua esperienza ha SOLO il virtuale (sia a casa che a scuola) ne risulterà più povero e inadeguato alla vita reale. La vita reale, poi, è sempre più immersa nella tecnologia, ma servono ancora manualità e senso del reale per guidare una macchina, riparare un trattore, allevare un animale, insegnare la danza, suonare uno strumento, lavorare in un'officina, pulire una casa, accudire un neonato, curare un malato, preparare un caffè...
Inviato da saracm il 06 dicembre 2012 alle 13:36
 

Sono d'accordo con Franco. Non mi sembra che dica che i bimbi di 3-8 anni non devono MAI venire in contatto con le tecnologie: è IMPOSSIBILE, ma che in questa fascia d'età non diventino (a scuola) IL mezzo educativo che per accattivanza e comodità andrebbe a sostituire l'esperienza diretta delle cose. La tecnologia a scuola in parte si usa: il computer manda musica, collega il videoproiettore in cui vedere filmati, foto... Ma che si usi abitualmente la lavagna digitale, bo...La maestra deve anche sporcarsi le mani mentre insegna a dipingere, deve anche farsi una sudata mentre mostra le mosse della filastrocca, o è sufficiente un tutorial? Avete mai provato la differenza fra mostrare a vostro figlio un video in cui si balla una canzone o mettervi voi stessi a ballare con lui sulla stessa canzone? Vi sarete accorti che nel primo caso il bambino sta incantato davanti allo schermo, nel secondo caso si mette a ballare con voi, salta, corre, suda, cade, ride...insomma VIVE!

Inviato da saracm il 06 dicembre 2012 alle 13:35

Fuori del tempo il maestro Lorenzoni abbarbicato a un'idea di infanzia fuori del tempo e dello spazio. Sono nativi digitali i bambini di oggi, vivranno da adulti in un mondo che non possiamo immaginare. Dovremmo forse porre le premesse per nuovi analfabeti? Come se qualcuno nel corso della lotta all'analfabetismo strumentale avesse detto: preserviamo i bambini dai libri, non facciamoli accedere alla scrittura, in modo che non perdano i giochi e l'ameno andar per prati. E poi chi l'ha detto che l'uso di strumenti digitali sia deprivante e non arricchente? Propendo per la seconda, mi piace guardare un bambino intento con il suo papà ad un gioco sull'i-pad. Attenti invece a nuove forme di deprivazione; chi non ha l'i-pad e il resto a portata di mano, chi non ha genitori esperti e praticanti, dove impara? A scuola, ovviamente. Ecco perchè le scuole devono essere attrezzate, e ancora non lo sono a sufficienza