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Silvia Garbini • Articolo molto interessante. Spero che il messaggio sia preso in seria considerazione.

aldo marturano • A me pare anacronistico. Dobbiamo cominciare ad abbandonare la carta perché distrugge alberi e fa spendere tanti soldi in più e passare al e.book e voi volete impedire ai ragazzini che vengono a scuola giusto "per imparare" di usare questi nuovi strumenti. Ma come? Ai miei tempi si usava ancora l'inchiostro velenoso e le matite copiative altrettanto velenose e poi arrivò la biro etc. ed ora voi fate un appello perché gli strumenti moderni più efficaci, meno costosi vengano ostracizzati. In Germania e in Inghilterra sono già abbastanza diffusi nelle scuole di base. Si comprano giocattoli elettronici per i bimbi piccoli e a scuola si vorrebbe impedirlo! Non capisco i limiti d'età...

Franca Fabrizio • Le nuove tecnologie sono importanti...E' l'uso di esse che deve essere regolamentato sia a scuola (dove vanno utilizzate per lo svolgimento di alcune attività specifiche, per sostenere i DSA, per ottimizzare alcuni percorsi didattici ecc.) sia a casa (dove i bambini devono utilizzarle con la presenza e la supervisione degli adulti e per periodi limitati). Anche la televisione fa male, se guardata senza regole e per troppo tempo. Anche per la visone della TV servono regole e la scelta dei programmi da seguire, esattamente come per le Tecnologie, con le quali si svolgono attività particolari in base agli obiettivi che ci si propone (educativi, ludici, comunicativi ecc.). L'elemento fondamentale è l'adulto (genitore o insegnante), che deve rendere consapevoli i ragazzini sia dei potenziali rischi sia delle opportunità dei nuovi strumenti tecnologici. Informazione, consapevolezza, regolamentazione ferrea e senso critico per non togliere alle nuove generazioni gli spazi per correre, giocare, interagire con gli altri, godere di un reale paesaggio naturale o di una carezza fatta ad un animale domestico ecc. ecc.

Giovanni Saladino • Parole sacrosante quelle di Franca. Non si può non convenire con lei su tale delicata questione. E' fin troppo chiaro che le sue puntuali osservazioni non hanno nulla a che vedere con il rifiuto delle nuove tecnologie. Molto bene, Franca ! Io ho consentito ai miei figli l'uso del telefonino cellulare soltanto al compimento del 16° anno di età. Oggi sono dei professionisti sani di mente ...

giampiero badiali • Giampiero badiali. Non bisogna mai avere paura delle nuove tecnologie. è ovvio che bisogna imparare ad usarle e farne un uso corretto, ma quale luogo migliore della scuola per familiarizzare e rapportarsi con Ebook, Ereader, tablet ecc, seguiti da un insegnante preparato nella comunicazione con nuovi media (esistono?). Io credo che la paura o le preoccupazioni derivino sempre dall'ignoranza dalla non conoscenza.

Giovanni Saladino • Beh, vale sempre l'adagio "a buon intenditor poche parole ..."

Massimiliano Enrico • Io francamente spero che i nostri figli arrivino a considerare la carta come un oggetto da museo fin dal loro primo giorno di scuola. Non vi è alcun problema per un bambino ad usare tecnologie molto avanzate anzi. Il problema lo hanno gli adulti.

giampiero badiali • Massimiliano, io cedo che considerare la carta un oggetto da museo sia un po' esagerato come diffidare delle tecnologie, io credo che per i miei nipoti (sono nonno) la cosa giusta sia quella di conoscere sia l'uno che l'altro in modo di avere la libertà di usarli entrambi con pari perizia, questo li renderebbe più liberi

Massimiliano Enrico • Bravissimo. Sono completamente d'accordo con te. Solo che la deriva stava diventanto "abbasso la tecnologia rovina bambini, al rogo i tecnocrati che rovinano i nostri bambini" cercavo di bilanciare. ^_____^

Silvia Garbini • Commenti molto interessanti. Ovviamente non si può negare l'importanza della tecnologia come anche il fatto che la problematica esposta dall'articolo è più del mondo adulto, di come gestisce e gestirà l'utilizzo di nuovi strumenti, che di quello infantile. Spero solo che ai bambini venga lasciata la possibilità di veder espressi il loro sentimenti, la loro creatività in modo concreto e tattile attraverso l'uso delle matite, della carta, persino di sporcarsi con gli acquarelli perchè coinvolti "attivamente" nel processo di apprendimento. Comunque la sfida è molto interessante e potrebbe far scaturire belle sorprese, come i bambini spesso sanno regalare.

Massimiliano Enrico • Ma questo che dici tu Silvia è diverso dallo studiare sui libri. Apprendere anche in modo tattile è fondamentale e non è mai stato pensato di eliminarlo, quello che devono fare i nuovi strumenti è fornire strumenti aggiuntivi e migliorativi non annullare i precedenti

giampiero badiali • Sono d'accordo con te Silvia il problema è tutto nostro i bambini alla fine ci stupiranno come sempre, saranno loro ad insegnarci il giusto rapporto con le nuove tecnologie saranno loro ad usarle e saranno loro da grandi a perfezionarle e le prepareranno per il futuro

Silvia Garbini • Sai bene Massimiliano che si può anche disegnare con il computer e creare immagini notevoli ma filtrate, non dirette. Il mio riferimento al momento creativo può essere esteso anche alla composizione di un tema scritto con matita o biro, creando direttamente le lettere su un foglio o su una lavagna e non digitando. Nell'articolo la definizione di nativi digitali per i bambini dei nostri giorni o dei prossimi fa pensare ad un coinvolgimento notevole degli strumenti tecnologici nelle loro vite. Può anche essere una definizione esagerata. Comunque se nuovi strumenti saranno introdotti solo per migliorare, come tu indichi, ben vengano. E spero che i bambini rimangano tali anche tenendo in mano un tablet.

 Massimiliano Enrico • Io ritengo che i nuovi strumenti verranno introdotti a <inserite un termine volgare a piacere> come sempre più spesso accade in Italia. Ciononostante i bambini sapranno integrare, usare e sfruttare questi nuovi strumenti nel modo per loro migliore in assoluto perché alla fin fine solo loro i padroni del loro futuro noi stiamo solo cercando di rovinarglielo.